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70 anni dalla strage nazista di Acerra - 2 ottobre 1943

La libertà non è una conquista fatta una volta per sempre , ma va continuamente rinnovata.

martedì 1 ottobre 2013

Quest’anno, ricorre il 70° anniversario di quel tragico evento, l’associazione èidos che da anni segue un percorso della memoria e che già nel 60° anniversario ha commemorato l’evento, mercoledì 2 ottobre alle 10.00 presso l’oratorio della Chiesa S. Pietro Apostolo con tutte le scuole di Acerra e poi alle 18.00 presso il Castello Baronale con la cittadi-nanza, ricorda tale evento con proiezione del Film-Documentario “TERRA BRUCIATA” ed un dibattito in serata sulla Resistenza nel Sud Italia.

La manifestazione in collaborazione con gli Istituti Scolastici di Acerra, per l’importanza storica che rive-ste, si svolge con l’adesione del Presidente della Repubblica e sua Medaglia di rappre-sentanza e con il patrocinio del MIUR, della Regione Campania, Provincia di Napoli, Comune di Acerra e Diocesi.

L’apertura sarà a cura del presidente dell’associazione èi-dos, Dott. Luigi montano, seguiranno con la moderazione della prof.ssa Maria Cristina Casoria, Vice-presdente di èidos, interventi del Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale, prof. Diego Bouchè, del Presidente dell’Istituto Campano di Storia della resi-stenza, Prof. Guido D’Agostino, della Prof.ssa Gabriella Gribaudi, autrice del film e sto-rica dell’Università degli Studi di Napoli, Federico II, del Vescovo Amministratore Apo-stolico della Diocesi, Giovanni Rinaldi, del Direttore del Museo Diocesano, prof. Genna-ro Niola, del Prof. Aniello Montano, Ordinario di Storia della Filosofia dell’Università degli Studi di Salerno, dell’Assessore alle Politiche Scolasticohe, prof. Vincenzo Falco, del Presidente della Provincia On. Antonio pentangelo ed in chiusura il Sindaco della Città di Acerra Geom. Raffaele Lettieri. Previsti interventi dei docenti, studenti e di un testimone diretto del tragico evento del 2 ottobre 1943. Ad Acerra infatti, essa fu un mo-to popolare spontaneo e generosamente caotico, che mancò di guida unitaria e di pro-spettive politiche ben precise, per maturare le quali non c’era stato tempo.

In questa giornata si vuole, più che celebrare le vittime delle atroci razzie compiute dai tedeschi sul nostro territorio ricordare che i motivi della resistenza ancora oggi conser-vano la loro attualità, proprio perché essi si riassumono in uno solo : la libertà.

La libertà non è una conquista fatta una volta per sempre , ma va continuamente rinno-vata : è un impegno morale prima che politico, che coinvolge tutti noi nella vita di tutti i giorni.
Questo è il messaggio che si vuole lanciare il 2 ottobre. Ma ecco cosa successe quel giorno come descritto dalla prof. Gribaudi:

“Scontro con bande italiane ad Acerra. La zona viene completamente distrutta e gli abitanti sterminati.” Questo lo scarno comunicato che ritroviamo nel diario di guerra della divisione tedesca Hermann Goering il 2 ottobre 1943.

I soldati distrussero e incendiarono case e palazzi e uccisero tutti coloro che in-contrarono sulla loro strada: uomini, donne, bambini. La sera si contavano 88 morti. Fu l’ultimo atto di una serie di provocazioni e prepotenze cui gli abitanti avevano osa-to opporsi con vari mezzi.

Il conflitto era incominciato già all’indomani dell’8 settembre con i saccheggi e le violenze dei soldati che la popolazione aveva contrastato con notevole coraggio. Si erano formate delle vere e proprie bande di combattenti. Il 2 ottobre gli abitanti del centro cittadino costruivano con i carri agricoli delle vere e proprie barricate per im-pedire l’ingresso ai tedeschi, che il giorno prima avevano incendiato palazzi e razziato gli uomini per la deportazione e il lavoro coatto in Germania. La risposta dei militari della Wehrmacht fu terribile: tre carri armati tigre furono mandati verso il centro per affrontare la popolazione insorta, percorsero tutta la via che oggi viene chiamata cor-so Resistenza in memoria di quel giorno, cannoneggiarono e incendiarono tutte le abitazioni e uccisero tutte le persone che fuggivano dalle case e che trovavano sulla loro strada.

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