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Avella. In scena: Compagnia dei Narratori dell’Arte di Mani e Vulcani di Napoli con l’opera "Processo a Nerone ( il matricidio) ".

Avella - Festival Nazionale del Teatro, III edizione - Complesso badiale Santa Maria del Plesco a Casamarciano, 3-15 SETTEMBRE 2013 In scena: Compagnia dei Narratori dell’Arte di Mani e Vulcani di Napoli con l’opera "Processo a Nerone ( il matricidio) ".

sabato 14 settembre 2013

Avella- Il Festival dedicato al teatro prosegue secondo programma. Ennesimo appuntamento della Rassegna che si tiene a Casamarciano, anche se questa volta, per l’occasione, si è scelto, un luogo adatto all’argomento trattato; l’antico anfiteatro di Avella. In platea, a far gli onori di casa, era presente il Sindaco di Casamarciano Andrea Manzi. Inoltre presenti l’Assessore allo spettacolo Angelo Piscitelli, il Consigliere alla Cultura Rosa De Rosa, il Direttore Artistico del Festival Totò Nicosia. La serata presentata da Rosy Abbruzzo, alla presenza della Giuria tecnica presieduta da Rosario Galli, la Compagnia Teatrale, proveniente da Napoli ha presentato un interessante testo teatrale dedicato al personaggio della storia antica come Nerone: "Processo a Nerone ( il matricidio) " di Massimo D’Antonio per la regia di Salvatore Totaro. Si sa che Nerone, come narra la storia antica e alcune trasposizioni cinematografiche, fu un sovrano molto discutibile; ebbe alcuni evidenti meriti, soprattutto nella prima parte del suo impero, quando governava con la madre Agrippina e con l’aiuto di un filosofo stoico come Seneca. In breve fu responsabile di delitti e atteggiamenti dispotici. Accusati sommariamente di congiure contro di lui o di crimini vari, caddero vittime della repressione la stessa madre, lo stesso Seneca, costretto a suicidarsi, oltre a vari esponenti della nobiltà, e molti cristiani. Il luogo suggestivo, dove un tempo si esibivano gladiatori in lotta anche con belve feroci dando luogo a spettacoli secondo la consuetudine del tempo, torna, a distanza di secoli, a far spettacolo. L’anfiteatro di Avella, in realtà, non è nuovo a eventi del mondo dello spettacolo, e il solo poter usufruire di tal spazio è già di per se una occasione eccezionale, emozionale. La vicenda rappresentata è collocata nel 59 d.c.. In quell’anno si consuma uno dei crimini più inumani di cui si macchiò la storia di Roma: il matricidio dell’imperatrice Agrippina perpetrato per mano di Nerone, suo figlio. In occasione delle feste Quinquatrie, Nerone invita la madre a trascorrere qualche giorno a Baia. In seguito Nerone accompagna la madre al porto dove l’attende un vascello opportunamente sabotato. Con la madre Nerone è, per l’occasione, amorevole nei modi e nel parlare, al solo scopo di rendere più credibile l’inganno. Non va tutto secondo i piani: l’agguato fallisce, anche se la nave affonda.

La morte di Agrippina è soltanto rimandata; è giunto il momento di pagare per i suoi misfatti di cui si è macchiata affinché il figlio regnasse sull’impero di Roma. Questo in sintesi il racconto scenico. Nell’antico anfiteatro di Avella, il racconto si apre con un fuoco acceso nella sommità di questa antica arena. In seguito altri attori entrano sulla scena. Molti personaggi, sono una sorta di ombra, anime già trapassate che in quel momento rivivono e vengono citati a giudizio da un tribunale dove il giudice e gli avvocati vestono secondo la consuetudine attuale, una toga come oggi si potrebbe vedere in un moderno tribunale, e non con abiti secondo la moda dell’antichità. Non mancano danze specifiche che rilevano determinati momenti. Spesso in scena, tanto per citare un aspetto interessante, gli attori parlano e discutono in lingua napoletana. Come ci racconta il direttore artistico Antonello Di Martino, l’associazione “I Narratori dell’Arte di Mani e Vulcani” ha scelto questo luogo di Avella non a caso: le loro rappresentazioni teatrali avvengono, prevalentemente, in ambiente storico - archeologico.

Come si legge in un pieghevole di presentazione: “ attraverso la tecnica del racconto basato sullo studio capillare delle fonti, è stato ideato un nuovo metodo emozionale per far rivivere la cultura e il territorio”. Un’opera, portata in scena ad Avella come in altri contesti simili, per promuovere la cultura e l’arte. Lo scopo è quello di migliorare la fruizione del patrimonio culturale nell’ambito del turismo, della didattica e degli eventi.

Antonio Romano

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