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Casamarciano. In scena: Compagnia Teatrale "Eduardo Scarpetta" con l’opera "Pensione O’ Mare chiaro"

In scena una Compagnia Teatrale proveniente da Gioia Sannitica ( CE) con l’opera "Pensione O’ Mare chiaro" di Valerio Di Piramo, un autore contemporaneo, per la regia di Ida Formato.

lunedì 9 settembre 2013

Casamarciano – Secondo appuntamento in Rassegna anche se l’opera è stata presentata fuori concorso. Tra le prime file, come in tutte le serate, a far gli onori di casa, il Sindaco di Casamarciano Andrea Manzi, all’assessore allo spettacolo Angelo Piscitelli, la consigliere alla Cultura Rosa De Rosa.

Prima dell’inizio dello spettacolo sul palco è intervenuto, quale ospite d’onore, una vecchia gloria del calcio, Stefano Tacconi, portiere dell’Avellino dei momenti d’oro quando, la squadra, militava in serie A e della Juventus con la quale ha vinto due scudetti e una coppa Italia e molte vittorie a livello internazionale.

In scena una Compagnia Teatrale proveniente da Gioia Sannitica ( CE) con l’opera "Pensione O’ Mare chiaro" di Valerio Di Piramo, un autore contemporaneo, per la regia di Ida Formato. La Compagnia Teatrale è nata nel 2000, con lo scopo associativo dello stare insieme di un gruppo di amici anche intorno all’ambiente parrocchiale, come ci spiega e racconta, sinteticamente, la stessa Ida Formato, al termine della serata teatrale.

Una commedia brillante che racconta la storia di una coppia d’imprenditori milanesi, marito e moglie, che si trovano in vacanza a Genova e scelgono, come punto di riferimento, una piccola pensione gestita a conduzione familiare. L’ambiente dell’ingresso pensione non è proprio come immaginavano i due protagonisti della vicenda: nessuna vista mare come suggeriva il nome della pensione e nessun lusso, anzi non funziona niente bene, è un problema utilizzare persino le docce.

La famiglia napoletana che gestisce quest’attività alberghiera ha modi di porsi molto spontanei, goffi per certi aspetti, e questo contrasta con parecchi pregiudizi sui napoletani che ha Carla, questo il nome della protagonista imprenditrice milanese. La stessa Carla non piace ricordare che in tenera età fu abbandonata dai suoi stessi genitori. Equivoci e imprevisti non ne mancano: nel racconto scenico entrano altri personaggi, clienti della pensione; è il caso di un sultano accompagnato da suo segretario che si esprimono in un arabo caratteristico, due suore, una contessa, un professore di lettere dai modi gentili.

Un personaggio particolare è la cognata del proprietario di nome Crocifissa, ruolo interpretato dalla stessa regista della compagnia: al di là del nome particolare, di comicità negli atteggiamenti, spesso è sonnambula e girovaga nella pensione e nella sala d’ingresso a notte fonda invocando l’anima del defunto marito. Nell’epilogo il pregiudizio del personaggio di Carla è messo a dura prova: scoprirà quello che mai si sarebbe aspettata.

Un anello che aveva smarrito nella pensione, e ritrovato dalla contessa e reso alla legittima proprietaria è proprio uguale a quello che ha Crocifissa. È la prova inconfutabile che è sorella di Crocifissa e della sorella del proprietario. La confusione che ne subentra fa svegliare, nel cuore della notte, tutti gli ospiti della pensione: il sultano, che ora, assunto un atteggiamento concitato, parla in perfetto napoletano protesta e dice di voler dormire e riposare. Su questo inaspettato gioco del destino cade un immaginario sipario.

Antonio Romano

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