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Castellammare Fincantieri, Terracciano Fim Cisl Napoli: Un anno fa l’accordo, ora restiamo attenti per la competitività

martedì 4 marzo 2014, di La redazione

CASTELLAMMARE DI STABIA. Giusto un anno fa si raggiungeva l’accordo con Fincantieri per il Cantiere di Castellammare. Un accordo che ha richiesto oltre un anno di intense e talvolta drammatiche trattative e ha scongiurato la chiusura dello storico Cantiere.

L’Accordo è riuscito a coniugare la necessità della competitività con quella della certezza di una missione produttiva e per questo ha richiesto il massimo di impegno da parte di tutti i soggetti interessati, a partire dai sacrifici che i lavoratori hanno accettato; all’impegno tecnico del Management aziendale; agli interventi in termini di sostegno agli investimenti e di commesse.

Un accordo che ha visto la Fim e la Cisl impegnare tutte le proprie energie per addivenire ad una intesa innovativa , insieme alle altre OOSS, che ha scongiurato la chiusura dello storico cantiere di Castellammare costruendo le premesse per un suo rilancio sul mercato mondiale del Settore.

Le affermazioni di ieri dell’A.d.Bono, che parlano di risultati incoraggianti sul versante del Bilancio e di buone prospettive di mercato, ci confortano e ci incoraggiano a guardare avanti, confidando di registrare, presto, l’assegnazione di nuove missioni produttive per saturare il cantiere di Stabia.
La città di Castellammare lo merita e con essa i lavoratori che hanno saputo cogliere la sfida imposta dai mercati globali.

Come Fim di Napoli, al di là della soddisfazione del buon lavoro fatto a tutela del lavoro e dei lavoratori del territorio, restiamo impegnati sul fronte della competitività perché il mercato globalizzato richiede un continuo adeguamento agli standard produttivi internazionali e quindi una continua azione di miglioramento.
E per tali ragioni servono investimenti per adeguarsi ai processi di innovazione delle nuove frontiere della tecnologia navale.
Non si può sottovalutare, in ogni caso, che un impulso a rendere operativa, nei cantieri italiani, la strategia disegnata dalla Fincantieri ancor prima del 2012, si è avuto con l’accoglienza che ha avuto il piano di rilancio previsto dall’accordo siglato a Napoli nel febbraio 2013 unitariamente , perché tale scelta, condivisa dall’intera organizzazione ai massimi livelli, di categoria e confederali, nonché dai lavoratori attraverso il referendum, ha reso credibile e possibile l’assegnazione della missione produttiva innovativa per Stabia , pur in presenza di soluzioni alternative più sicure ( Paesi dell’est Europa e altri paesi emergenti).
Tanti oggi parlano delle scelte della Fincantieri, dimenticando che su questo versante, la Fim e la Cisl, hanno compreso prima di altri che il mondo stava velocemente cambiando.
La scommessa è stata veramente dura, perché fatta in un periodo di grave crisi di domanda e di forte concorrenza, specialmente asiatica .

Come Fim pensiamo che oggi Fincantieri sia pronta ad affrontare una nuova stagione di successi mettendo in campo il suo patrimonio di capacità, tecnologia e professionalità e come Fim Cisl, siamo orgogliosi di aver partecipato a crearne le condizioni, anche se riteniamo che il modello sindacale da perseguire resti ancora la strada della partecipazione e del coinvolgimento dei lavoratori e del sindacato ai processi di condivisione per reggere la competizione globale: cosi che anche lo schema di relazioni di Fincantieri risulti adeguato allo sviluppo dell’azienda ed al ruolo sempre più globale che il Gruppo ha conquistato a livello internazionale.

Sarebbe un bel segnale per i mercati finanziari se la Fincantieri concordasse un protocollo di intesa con le organizzazioni sindacali sulla partecipazione alla vita e agli obiettivi industriali dell’impresa, cancellando l’antagonismo ideologico che sempre ha frenato il processo di democrazia economica.

Infine un appello al Governo e alle Istituzioni ad investire in progetti che rilancino le attività industriali per creare prospettive di lavoro nel territorio e attrarre nuovi investitori.

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