Home > Politica > Condanna del vicesindaco di Napoli, la solidarietà dei commercianti

Condanna del vicesindaco di Napoli, la solidarietà dei commercianti

sabato 12 ottobre 2013

Pubblichiamo di seguito la lettera dei commercianti del C.A.I.P che fanno chiarezza sui fatti che il 2 ottobre scorso hanno portato Tommaso Sodano, vicesindaco di Napoli, alla condanna ad un anno di reclusione per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Fatti vecchi che risalgono al 2007 quando Sodano era consigliere comunale di opposizione nella sua città di origine, Pomigliano d’Arco.

IO C’ERO, IO SO.

Era il 15 febbraio 2007 quando l’Amministrazione di centrosinistra che all’epoca governava la città di Pomigliano d’Arco provò a mettere in atto un provvedimento che avrebbe letteralmente affossato i piccoli commercianti del territorio già messi in ginocchio dalla crisi. Una modifica al piano regolatore – questo era l’intento per il quale fu poi convocata una seduta di consiglio comunale a porte chiuse – che avrebbe consentito l’arrivo, anche in centro città – della grande distribuzione. Noi commercianti non restammo a guardare, non lasciammo che si consumasse, ancora una volta sulla nostra pelle, l’ennesima ingiustizia. E accanto a noi c’erano i consiglieri di opposizione che – con una simbolica e pacifica, sia pur dura protesta – si incatenarono ai banchi del civico consesso e chiesero a gran voce che quel provvedimento fosse discusso dinanzi alla città, tutta. Che si avesse il coraggio di compiere in pubblico l’assassinio della piccola distribuzione cittadina, così che potessimo guardare in faccia coloro che questo delitto stavano compiendo. Ringraziammo allora, e lo facciamo ora che una campagna mediatica ad orologeria si sta abbattendo sulla sua persona, l’attuale vicesindaco di Napoli, Tommaso Sodano che all’epoca era senatore della Repubblica e consigliere comunale di Pomigliano d’Arco. Fu lui a farci entrare, aprendo una porta di servizio, è a lui che oggi, per aver sostenuto una battaglia di giustizia e di civiltà, si tenta di far scontare un’azione politica che alla base ha soltanto la democrazia. Senza di lui, contro il quale in quegli stessi giorni tuonò, a pagamento, un’intera pagina del quotidiano L’Unità, senza quella sollevazione popolare contro un atto che non era «dovuto», come si tenta di far passare, oggi la situazione sarebbe ancora più tragica. Quella seduta, conclusasi in un nulla di fatto, consente forse oggi a molti esercizi commerciali cittadini di tenere ancora aperte le porte e di non essere stritolati dalla crisi. Ringraziamo dunque Sodano al quale va la nostra solidarietà per gli ultimi attacchi di questi giorni, ma anche chi, come don Peppino Gambardella – parroco di San Felice in Pincis – sposò, con l’allora senatore ed altri consiglieri di opposizione, la nostra causa. Con un risultato che ancora oggi ci consente di tirare avanti senza assistere alla nascita di un centro commerciale (senza che nessuno di noi fosse almeno consultato da chi governava la città) – con tanto di colate di cemento – in un agglomerato urbano che non ne aveva e non ne ha bisogno.

Un messaggio, un commento?

moderato a priori

Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Chi sei?
I tuoi messaggi
  • Per creare dei paragrafi indipendenti, lasciare fra loro delle righe vuote.