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“Contaminazione umana da tossici nocivi: parte la sperimentazione sugli spermatozooi

Studio su 1500 volontari sani di tre aree della Campania a diverso impatto ambientale. “Lavoro scientifico volto a cogliere il nesso di causalità con l’inquinamento ambientale”.

martedì 12 novembre 2013

Acerra – “Basta negazionisti da un lato ed estremisti dall’altro sulla questione ambientale in Campania. Adesso è necessario fare chiarezza scientifica e cercare di dare giusta dimensione alla realtà delle cose”.

“Il problema c’è ed è serio. D’altronde non si può certo negare che l’ambiente malato incide sulla salute della popolazione ed è comunque necessario ed urgente che si avvii una seria bonifica dei suoli contaminati in alcune aree della Campania. Da medici, però, bisogna dire che non si può aspettare di intervenire almeno sui soggetti a rischio e fare per quanto possibile opera di prevenzione. Ciò riteniamo sia possibile attraverso questo studio”.

“In verità, pur essendo non facile viste le numerosi variabili che incidono sulla salute umana identificare il nesso di causalità tra patologie cronico-degenerative e tossici ambientali, non è però missione impossibile”.

Così l’andrologo Luigi Montano, responsabile dell’Ambulatorio Pubblico di Andrologia dell’Asl di Salerno presso l’ospedale di Oliveto Citra e medico ambientalista dell’ISDE, alla vigilia dell’anteprima di presentazione del progetto ‘EcoFood Fertility’ prevista per sabato 16 novembre all’Università Parthenope di Napoli.

Il progetto fra l’altro è incardinato su un metodo di ricerca innovativo e partecipato e per tale motivo è in corso la costituzione di un’associazione di scopo che comprenderà tutte le più importanti associazioni campane, fra cui l’ISDE Campania, fondazioni, comitati e i sindaci delle aree di studio che si doterà di una piattaforma informatica e comunicativa per promozione e raccolta di fondi in attesa di quelli pubblici nazionali ed europei richiesti secondo le modalità dei bandi.

Lo studio multicentrico sperimentale, su una popolazione omogenea per età e molto selezionata per rendere la ricerca quanto più possibile affidabile, in sostanza, dovrà stabilire la corrispondenza tra sostanze tossico-nocive ambientali e danni al DNA delle cellule riproduttive dell’organismo umano.

“Utilizzeremo due tecniche innovative – ha dichiarato Luigi Montano- per stabilire l’indice di frammentazione del DNA degli spermatozooi di soggetti che abitano in tre diverse aree della Campania: area Nord di Napoli (Nola-Acerra-Giugliano), il comprensorio della Valle dell’Isclero (Sant’Agata de’ Goti, Benevento) e quello di Oliveto Citra (Salerno)”.

“Tutti noi sappiamo – ha precisato Montano - che gli spermatozooi sono le cellule più sensibili agli insulti delle sostanze tossiche e quindi uno studio che dimostri alterazioni del genoma di queste cellule è molto indicativo del nesso che può esserci tra queste sostanze e le principali patologie cronico-degenerative ed, in particolare, tumorali nell’uomo”.

Il riferimento del ricercatore è ai metalli pesanti, alle diossine, furani, policlorobifenili ed idrocarburi policiclici aromatici che rappresentano i principali inquinanti, in particolare, nell’area ad alto indice di pressione ambientale quale quella a Nord di Napoli “Trovare eccessi di queste sostanze nel sangue e soprattutto nel liquido seminale, associate ad alterazioni della qualità dei parametri seminali ed in particolare del DNA degli spermatozooi – ha ribadito Montano – potrebbe dirimere ogni ragionevole dubbio in merito alle cause di tali alterazioni ed avvierebbe i soggetti ad una prevenzione con terapie specifiche disintossicanti efficaci”.

Lo studio, al quale parteciperanno 1500 volontari sani, di cui 300 celiaci e ulteriori 300 soggetti vegetariani per rendere ulteriormente più selezionata la ricerca delle tre aree indicate, si avvarrà della collaborazione del CNR di Avellino, dell’Istituto di Scienze dell’Alimentazione, del Disba-CNR di Roma, dell’Università di Torino, del Centro Ricerche del Laboratorio Gentile di Gragnano convenzionato conl’Università Federico II di Napoli.

Saranno, inoltre, coinvolte le tre ASL d’Area ed è in corso anche la collaborazione di altre due Università Italiane e di una Americana. Appuntamento a sabato 16 novembre ore 9 all’Università Parthenope di Napoli per saperne di più.

ASSOCIAZIONE ITALIANA MEDICI PER L’AMBIENTE ISDE – International Society of Doctors for the Environment) - Presidente Dr Gaetano Rivezzi isdecaserta@gmail.com

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