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Corsi di formazione fittizi: scoperta dalle fiamme gialle maxi truffa ai danni dell’Ue e Regione Campania

giovedì 14 novembre 2013, di La redazione

Percepivano fondi comunitari per corsi regionali fittizi, truffa aggravata ai danni dell’Unione europea e della Regione Campania. Scoperta e denunciata dalle fiamme gialle, la maxi truffa. Imprenditori nel ramo della ristorazione, agenzie di viaggi, agenzie di formazione, docenti, tutor e allievi: sono 32 le persone al momento coinvolte, residenti nelle province di Napoli e Caserta. Sequestrati, inoltre, immobili per un valore di oltre 112mila euro.

Il blitz è scattato in mattinata da parte della tenenza della Guardia di finanza di Massa Lubrense, a seguito degli sviluppi di una lunga indagine che mirava ad accertare le responsabilità connesse a una truffa finalizzata all’indebita percezione di fondi comunitari.
Gli agenti hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di
32 persone, tra Napoli e Caserta, denunciate a piede libero per truffa aggravata ai danni dell’Unione Europea e della Regione Campania. I finanzieri hanno, inoltre, eseguito un decreto del Gip del Tribunale di Torre Annunziata di sequestro preventivo di beni immobili per un valore di oltre 112mila euro.
Tutte e 32 le persone coinvolte si sono rese responsabili di aver organizzato falsi corsi di
formazione con i benefici comunitari.

I finanziamenti indebitamente percepiti erano tratti dal Fondo Sociale Europeo ed erogati
dalla Regione Campania nell’ambito del P.O.R. 2000-2006 - Progetto A.I.F.A. (Accordo di
Inserimento Formativo per l’Assunzione). I fondi stanziati dall’Unione Europea erano
destinati a imprese che avrebbero dovuto organizzare corsi dì formazione, con la copartecipazione
di agenzie formative accreditate presso la Regione Campania, in favore di giovani disoccupati da inserire, al termine dei corsi, nei propri organici per un periodo minimo di due anni.

Le indagini hanno visto il coinvolgimento di due titolari di aziende della Penisola Sorrentina
(esercenti attività di bar-ristorazione e attività di agenzia di viaggio), due titolari di un’agenzia di formazione del casertano, sedici tra docenti e tutor aziendali e dieci allievi corsisti del napoletano. Oltre ad essi, sono stati individuati i due "artefici" occulti della frode, ovvero coloro i quali hanno rivestito il ruolo di promotori e che hanno prospettato agli imprenditori sorrentini la possibilità di accedere ai finanziamenti e le modalità
operative da seguire per perpetrare la frode.

Per ottenere i finanziamenti, le imprese interessate dovevano presentare un progetto finalizzato all’attuazione di un corso di formazione tenuto da docenti delle agenzie formative (per la parte teorica) e da tutor aziendali (per la parte pratica).

Le indagini, avviate a seguito di controlli di natura amministrativa svolte dai finanzieri per accertare l’effettiva assunzione dei giovani da parte delle imprese che avevano beneficiato del finanziamento comunitario, hanno appurato che la documentazione previdenziale e contributiva trasmessa alla Regione Campania era difforme da quella originale presente presso le imprese controllate e destinatane dei fondi. Le assunzioni e i rapporti di impiego erano, infatti, stati certificati da un carteggio fittizio, realizzato ad hoc per garantire la regolarità degli adempimenti previsti dagli Uffici del Settore Formazione della Regione
Campania, che erogava i fondi.

Lo sviluppo delle indagini ha consentito di accertare un’attività di più ampie dimensioni: non solo le assunzioni non erano mai avvenute, ma anche i corsi di formazione si erano svolti solo "sulla carta", in quanto tutti i documenti, le attestazioni o le dichiarazioni prodotte dalle imprese, dai docenti, dai tutor, dalle agenzie formative e persino dai corsisti, erano strumentali a supportare l’articolata frode, diretta a ottenere i finanziamenti.

La Procura di Torre Annunziata e la Guardia di Finanza della Tenenza di Massa Lubrense, hanno accertato che i fondi stanziati erano distribuiti tra agenzie formative e imprese: le prime per aver organizzato la parte teorica del corso di formazione "fittizio" e le seconde per avere programmato l’affiancamento pratico/tirocinio, supervisionato dai tutor aziendali, che, di fatto, erano amici e parenti degli stessi imprenditori.

Il Gip del Tribunale di Torre Annunziata ha disposto, nei confronti dei responsabili principali dell’intera frode, il sequestro preventivo (ex art. 640 quater del codice penale) dei beni per un valore corrispondente agli indebiti finanziamenti ottenuti, pari a 112mila e 800 euro.

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