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Essere genitore di un ragazzo autistico non è una passeggiata

... da quando fa analisi sta meglio, mattina al liceo, logopedia in un centro, terapia occupazionale in un altro, mi spiace ma non rinuncio a nulla di tutto questo ...

venerdì 10 gennaio 2014

Essere genitore di un ragazzo autistico non è una passeggiata, come non lo è parlare con uno di loro.
Informatissimi, navigati, ricercatori delle ultime tecnologie fai da te, apprendisti e apprendistati da soli nel mare sconosciuto dell’alieno, ti portano le ultime mode, le loro agende ricche di impegni, giorni pari piscina, giorni dispari batteria, sabato cavallo, domenica analisi privatamente a casa... analisi? cioè mi vuoi dire che suo figlio sta sul lettino di Freud? si! da quando fa analisi sta meglio, mattina al liceo, logopedia in un centro, terapia occupazionale in un altro, mi spiace ma non rinuncio a nulla di tutto questo....

Ascolti si tratta di pensare di dare a questo ragazzo uno spazio unico e fargli vivere l’esperienza del gruppo...un gruppo? ma non esiste assolutamente, lui esce con i suoi compagni nel parco,- quando avrà il tempo- non rinuncio, mi dispiace.

Signora mi scusi ma suo figlio è autonomo?
No, infatti pensavo di fargli fare qualche terapia solo sulle autonomie, Ha fatto mai controlli e un aggiornamento delle sue abilità, valutare cosa davvero gli piace fare e magari provare a farglielo fare, soltanto quello che vuole lui e non la madre?

Mi scusi, ma stiamo perdendo tempo alle cinque ha la piscina, mi dispiace, non voglio rinchiudere mio figlio in un centro di ragazzi malati, mio figlio deve stare con i ragazzi normali.

Buonaserata.

Teresa Petrarca, d.ssa in psichiatria

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