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Festa per i domiciliari dell’ex sindaco di Sant’Anastasia al posto della galera. Verdi: "Che degrado: scambiano i domiciliari per un’ assoluzione"

sabato 8 febbraio 2014, di La redazione

SANT’ANASTASIA. Dopo cinquantasei giorni di carcere, l’ex sindaco di Sant’Anastasia Carmine Esposito torna a casa. Il tribunale del Riesame di Salerno gli ha concesso la custodia domiciliare. La notizia è stata accolta dai sostenitori dell’ ex Primo cittadino anastasiano addirittura con feste e commenti entusiasti sui social network. Addirittura qualcuno si è spinto a commentare che "Sono cadute le accuse. Giustizia è stata fatta, finalmente il nostro sindaco è libero".

Alla notizia dei festeggiamenti avvenuti nella cittadina Vesuviana, Francesco Borrelli dei Verdi, ammonisce e puntualizza che al momento nessuna accusa è caduta nei confronti di Esposito, arrestato lo scorso 14 dicembre in flagranza di reato (colto con una mazzetta di 15mila euro nella sua auto), cambia solo che per ora la custodia cautelare dovrà essere scontata ai domiciliari.

"In realtà il Riesame di Salerno - dichiara Francesco Emilio Borrelli dell’ esecutivo nazionale dei Verdi e da sempre fiero oppositore al sistema di potere e gestione di Carmine Esposito - ha disposto solo la misura di custodia domiciliare al posto della galera. Prima di festeggiare e brindare sarebbe saggio per i supporter del Sindaco accusato di aver incassato mazzette di aspettare come si concluderà il Processo. Siamo oramai ad un livello di degrado politico e morale impressionante con gente che non distingue un’ assoluzione dagli arresti domiciliari".

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