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Fiat, da un operaio lettera-appello al sindaco di Pomigliano

martedì 1 ottobre 2013

Al Sindaco di Pomigliano d’Arco
Dott. Raffaele Russo
Caro Sindaco,
Non perdiamo l’occasione di dare tranquillità agli operai fiat in cig... un incontro pubblico fra i sindaci del circondario con le segreterie confederali regionali di CGIL, CISL E UIL sarebbe una grande cosa... Sono 2 anni che chi sta in cig non sente il sindacato parlare con loro. Insomma non si fanno assemblee pubbliche, ed anche quelle fatte in fabbrica hanno eluso la questione dei cassaintegrati... certo so bene che esporsi pubblicamente non sempre giova a chi lo fa, ma, l’opportunità di chiarire definitivamente con la Fiom la questione Pomigliano e troppo importante per pensare che tutto vada male.
il 28 maggio 2013 le confederazioni nazionali di CGIL, CISL E UIL hanno trovato un accordo sulle regole, tocca ora alle categorie far si che ritorni la pace sindacale e quando questo non avviene come per la fiat, tocca a noi operai e a voi istituzioni più vicine sgombrare il campo da ogni demagogia e da ogni pretesto affinché gli operai non siano vittime di uno scontro di potere.
Circa 15 giorni fa presso il municipio di Casalnuovo si è svolto un incontro che andava in questo senso, ora Lei che e il diretto responsabile della "mission" affidata da altri 4 sindaci tiene fermo il percorso di liberazione degli operai.
Conosco la sua storia e la sua forte sensibilità verso chi sta in difficoltà, ed è per questo che mi sorprende vederla taciturno ed in silenzio dinanzi allo sfacelo umano ed economico di 1380 operai. La rotazione per tutti in ogni reparto significa spalmare le difficoltà produttive dell’azienda su tutti i soggetti invece di vedere una parte che lavora quotidianamente e un’altra che quotidianamente soffre... faccio appello al suo senso di responsabilità ed al suo coraggio affinché dalla politica noi lavoratori troviamo le risposte che purtroppo non troviamo in altri soggetti...
Credo che anche Lei sia disgustato dalla continua presenza fuori la nostra fabbrica di persone che nulla c’entrano con gli operai e con il lavoro, anzi, sfruttano la mediaticità dello stabilimento G.B.Vico Fiat di Pomigliano per pubblicizzare, a costo zero, le loro organizzazioni, tutto questo ormai e divenuto inaccettabile!
La stessa Fiom che avendo avuto giustizia dalla corte costituzionale sulla sua presenza in fabbrica non vuole capire che salvaguardare i lavoratori significa finirla con lo scontro perenne... La fabbrica, la nostra fabbrica, non è un luogo di scontro ben che mai un aula di tribunale...
Pertanto, chiedo a Lei, di assumersi la responsabilità di convocare i sindacati e altri sindaci con lo scopo di ricreare un clima pacifico che ci permetta di intavolare con la Fiat un ragionamento di rotazione totale...
Sicuro che questo appello non cadrà nel vuoto, rimango come tanti altri colleghi in silenziosa attesa.
Gerardo Giannone

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