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Funerali dell’uomo assassinato, “Chi si è macchiato di questo delitto non mangerà più il pane in pace”

giovedì 30 gennaio 2014, di Ida Genco

“Chi si è macchiato di questo delitto non mangerà più il pane in pace”. Un’omelia di condanna quella celebrata oggi da padre Giacomo Verrengia nella chiesa di Sant’Antonio a Sant’Anastasia nel corso dei funerali di Aniello Maione, il 77enne ucciso lunedì pomeriggio nel cimitero cittadino. “Non credo che lui o loro che hanno compiuto questo gesto possano essere ora qui tra noi”, ha aggiunto il prelato, “Non credo che chi ha compiuto questo gesto possa in seguito mangiare e vivere come se nulla fosse stato. Chi si è macchiato di questo delitto non mangerà più il pane in pace. Il tribunale divino richiede il cambiamento radicale, il pentimento, perché la vita è dono da rispettare”. Il parroco ha ricordato la vita di lavoro e di stenti dell’uomo. “È stato negato ad Aniello di tornare a casa”, ha continuato durante la messa, “mmagine di un papà che passa tutta la vita a portate avanti la famiglia, per poi mancare cosi. Il Signore ci porterà con se e ci metterà a sederci al suo fianco, cosi auguriamo che Aniello possa trovare pace e riposo, per il sacrificio che ha avuto per la sua morte tragica e improvvisa”. E poi il parroco si è rivolto alla famiglia dell’uomo chiusa nel suo dolore, a loro ha ricordato che la comunità gli è vicina e che devono essere forti. Ad accompagnare la bara fuori dalla chiesa, tanti amici e familiari e anche una fitta pioggia. Poi il corteo funebre si è spostato lì proprio nel luogo dell’orrendo delitto. All’entrata della bara nel cimitero un applauso ha accolto il feretro, i figli ed alcuni nipoti tra le lacrime hanno dato l’ultimo saluto al loro caro. Le indagini intanto continuano per risalire a chi lunedì tra le 14 e le 15 ha ucciso a coltellate il pensionato. I carabinieri della locale Stazione e della Compagnia di Castello di Cisterna stanno soprattutto vagliando i racconti fatti da amici e parenti della vittima. Si ricostruiscono le ultime giornate di Maione, pare che l’uomo avesse avuto non soltanto l’alterco con il giovane che vive a Capodivilla nel suo stesso quartiere e già ascoltato dagli inquirenti. Forse anche nei giorni precedenti c’era stato un altro battibecco davanti alla chiesa di Santa Maria la Nova dove spesso il 77enne passava i suoi pomeriggi. Un rancore o una vendetta alla base del terribile assassinio. Insomma, quasi praticamente esclusa la pista del rapinatore o di un folle che ha gettato nel terrore gli abitanti di Sant’Anastasia. Non sono pochi, infatti, quelli che hanno consigliato ai propri cari più anziani e deboli di non recarsi da soli al cimitero.

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