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I Verdi della Campania contro il Decreto Legge Destinazione Italia: "Chi inquina non paga"

La norma inserita nel testo 145/2013 costituirebbe una nuova infrazione delle norme europee.

mercoledì 12 febbraio 2014

I Verdi della Campania contro il decreto legge 145/2013 “Destinazione Italia”.

In una conferenza stampa sono stati illustrati i punti di vista discordanti dal testo che andrà nei prossimi giorni all’esame del Parlamento, dopo aver ricevuto l’approvazione delle apposite commissioni parlamentari.

Presenti il commissario regionale Vincenzo Peretti ed i consiglieri comunali Carmine Attanasio e Teresa Caiazzo. In particolare i Verdi hanno richiamato l’attenzione dell’opinione pubblica sull’art. 4 del suddetto decreto, nel quale viene individuata una grave violazione del principio "chi inquina paga" rappresentando al contrario un regalo fatto a chi sinora ha inquinato, provocando danni incalcolabili all’ambiente e alla salute degli Italiani.

In sintesi si prevede che, con lo strumento degli accordi di programma, nei siti inquinati presenti in tutta Italia, definiti Sin (in Campania: Napoli Orientale, Litorale Domizio Flegreo, Napoli Bagnoli - Coroglio, Aree del Litorale Vesuviano, Bacino Idrografico del fiume Sarno), possano essere realizzati impianti produttivi di qualunque genere, eludendo ogni altro obbligo di bonifica e riparazione del danno ambientale per tutti i fatti antecedenti la sottoscrizione dell’accordo stesso.

E’ chiaro, dichiarano gli esponenti ecologisti, che le società che intendessero realizzare le suddette attività produttive potranno accedere ai fondi pubblici ed ottenere crediti d’imposta, anche nel caso in cui gli stessi, eventualmente sotto altro nome, siano stati colpevoli di precedenti danni ambientali.

Qualora, inoltre, il decreto fosse convertito in legge, l’Italia andrebbe ancora una volta incontro ad una procedura d’infrazione per reati ambientali da parte dell’Unione Europea, in quanto la norma è in conflitto con la normativa comunitaria: il che comporterebbe un’ennesima salatissima multa sulle spalle di tutti gli Italiani.

Peretti, Attanasio e Caiazzo auspicando che il Decreto possa essere opportunamente modificato nel corso del dibattito in aula, non possono fare a meno di sottolineare che l’assenza dei Verdi dal Parlamento italiano sta dando ancora una volta i suoi velenosi frutti. Durante la conferenza, presenti, i rappresentanti ISDE, i professori Antonio Marfella e Giuseppe Comella. In particolare si è parlato delle modifiche approvate dal Consiglio Regionale con le quali sono state potenziate le attività del coordinamento del registro tumori. Siamo soddisfatti, dichiarano Marfella e Comella, di questi importanti miglioramenti al testo, invece siamo preoccupati ancora per il mancato confronto sugli screening sanitari da fare, contenuti nella Legge "Terra dei Fuochi".

Roberto Esse

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