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Il CCF in commissione ambiente: "Terra dei veleni, si monitorino i cittadini e niente ticket sanitari"

A presentare gli emendamenti sarà una delegazione del CCF.

martedì 7 gennaio 2014

Roma - Stamane in Audizione alla VIII Commissione Ambiente della Camera dei Deputati
il Coordinamento Comitati Fuochi presenterà il proprio documento di emendamenti al Decreto Legge sulla terra dei fuochi 136/2013 (che trovate in allegato).

A presentare gli emendamenti sarà una delegazione del CCF composta da:

Lucio Iavarone (Portavoce CCF); Valentina Centonze (Avvocato, referente CCF e componente del Tavolo Legale); Armando Corsini (Avvocato, referente CCF e componente del Tavolo Legale); Antonio Marfella (Oncologo, consulente scientifico CCF e componente del Tavolo medico scientifico); Stefano Tonziello (Tecnico esperto bonifiche, consulente CCF e componente del Tavolo tecnico-scientifico strutturale);
Raffaele Semonella (Architetto, referente CCF)

"Il contributo del CCF - si legge nel documento - vuole essere una significativa spinta per rendere efficace un provvedimento ad oggi giudicato lacunoso e troppo ristretto nel proprio raggio d’azione e di intervento, nella speranza che la Commissione faccia propri i suggerimenti e li renda parte del testo che approderà in aula. Solo così potremo dare evidenza ancora una volta della determinante spinta dal basso che questo movimento sta con forza imponendo, dettando l’agenda e l’indirizzo politico locale e nazionale sulla vicenda del disastro ambientale in Terra dei veleni".

Tra le considerazioni presentate al Ddl spicca quella relativa agli aspetti sanitari:
1) La distribuzione delle risorse sanitarie del SSN tra le Regioni non segua solo il criterio della ripartizione capitaria corretta per età media della popolazione ma anche per aspettativa di vita media alla nascita, garantendo quindi alla Regione Campania le risorse minime necessarie per specifici interventi sanitari a tutela della popolazione;

2) La esenzione dei ticket sanitari per le popolazioni residenti nei cosiddetti comuni oggetto di sversamenti illegali di rifiuti tossici;

3) Analisi tossicologiche specifiche e mirate alle popolazioni residenti nelle sedi identificate e note di sversamenti illegali di rifiuti tossici e non solo di roghi tossici. Va sottolineato infatti che risulta intollerabile e anticostituzionale che sia documentata la analisi tossicologica di diossina (anno2008) con ben 40 analisi su campioni di patate (assurdo tossicologico!) e che nel complesso circa 3 milioni di persone residenti nelle province colpite dallo sversamento di decine di milioni di tonnellate di rifiuti tossici hanno complessivamente ricevuto, nel progetto SEBIOREC e sino ad oggi, non piu’ di 86 (!) analisi di diossina a pool di dieci sieri, rispetto alle non meno di 1200 analisi individuali piu follow up, dei soli cittadini bresciano colpiti dall’inquinamento della fabbrica Caffaro;

4) Esecuzione obbligatoria, ai sensi della vigente dl 81/08, del biomonitoraggio tossicologico individuale sui vigili del fuoco esposti ai roghi tossici delle province di Napoli e Caserta comparati ai medesimi colleghi ( in uno studio di coorte) non esposti o delle province interne di Avellino Benevento Salerno, o di altre regioni come le Marche che hanno visto negli ultimi venti il progressivo incremento del parametro ISTAT “aspettativa di vita alla nascita” rispetto ai cittadini campani".

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