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L’Avvocatura Nolana si mobilita fuori delle aule di giustizia in difesa dei diritti dei cittadini

venerdì 7 febbraio 2014, di La redazione

NOLA. Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nola, con delibera del 4 febbraio scorso, ha aderito all’astensione dalle udienze, prevista dal 18 al 20 febbraio 2014, proclamata dall’Assemblea dell’O.U.A. (Organismo Unitario dell’Avvocatura) il 16 gennaio scorso a Napoli.

La protesta delle toghe uscirà dalle aule giudiziarie e invaderà le strade e le piazze dei principali comuni dell’hinterland vesuviano. Non ci sarà dunque solo il blocco, per tre giorni, dell’attività giudiziaria civile e penale nell’intero Circondario ma anche una mirata e capillare attività di informazione, attraverso volantini, rivolta ai cittadini sulle ragioni della protesta degli avvocati, in risposta al tentativo, sempre più evidente, di ostacolare l’accesso dei cittadini alla giustizia pubblica, mortificandone le legittime aspettative di tutela dei propri diritti.

Molto fitto il calendario di eventi che il Consiglio dell’Ordine di Nola ha organizzato d’intesa con le Associazioni Forensi operanti sul territorio e che vedrà l’installazione di gazebo nelle pubbliche piazze e in prossimità dei presidi giudiziari.

Gli info-point che l’Avvocatura Nolana ha previsto, si terranno di mattina, nei seguenti giorni: il 10 febbraio a Sant’Anastasia presso l’Ufficio del Giudice di Pace; l’11 a Nola dal Giudice di Pace e al Tribunale Monocratico Penale; il 12 febbraio a Marigliano (Ufficio del Giudice di Pace); di nuovo a Nola il 13 febbraio in Piazza Giordano Bruno nei pressi del Tribunale; il 14 febbraio a Pomigliano d’Arco (Giudice di Pace), il 16 febbraio ad Acerra un piazza Duomo, il 17 febbraio a Ottaviano (Giudice di Pace) e il 18 febbraio di nuovo al Tribunale di Nola - Reggia degli Orsini.

In toga, presso i punti informativi, i legali spiegheranno che con i recenti provvedimenti legislativi sarà consentito solo alle persone benestanti l’accesso alla tutela giudiziaria, comprimendo drasticamente il diritto di difesa che la Costituzione italiana garantisce ai cittadini.

Infatti, negli ultimi 8 anni è aumentato mediamente di oltre il 150% il costo a carico dei cittadini del contributo unificato per gli atti giudiziari, dei bolli e dei diritti di cancelleria. È stata reintrodotta la Media-Conciliazione obbligatoria nonostante la dichiarazione di illegittimità costituzionale della Consulta, imponendo così un ulteriore costo a carico dei cittadini e un ostacolo in più all’accesso alla giustizia pubblica, con il subdolo intento di privatizzare la funzione giurisdizionale. Sono stati ridotti i già miseri compensi per il Patrocinio a spese dello Stato per i cittadini meno abbienti ma l’Avvocatura italiana continua nonostante ciò a difendere i più deboli.

Si sono allungati a dismisura i tempi di attesa prima di ottenere una sentenza, così mortificando il diritto di difesa a danno dei cittadini che chiedono giustizia.

Gli interventi normativi degli ultimi anni, realizzati con l’arbitrario ricorso alla decretazione d’urgenza, hanno aggravato ancor più i problemi della Giustizia-lumaca nel nostro Paese mentre manca una organica politica giudiziaria.

Si vuole obbligare i Cittadini a pagare per conoscere le motivazioni di una sentenza, dimenticando lo stato di diritto e il giusto processo.

Si vuole introdurre la responsabilità solidale di Avvocati e parti per (presunta) lite temeraria a favore dei poteri forti e delle lobbies economico-finanziarie e per impedire che gli avvocati tutelino i diritti dei cittadini.

Le sempre più frequenti intercettazioni dei colloqui tra difensore e assistito violano i divieti previsti dalla legge e le libertà costituzionali.
«I temi trattati sono decisivi per il futuro della professione forense ma anche fondamentali per la difesa dei diritti dei cittadini, soprattutto delle fasce più deboli della popolazione», stigmatizza il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nola, avv. Francesco Urraro. «Purtroppo, con i provvedimenti nati sull’onda dell’emergenza economica - continua il presidente Urraro - abbiamo assistito alla riduzione dell’esercizio della difesa e allo svilimento del ruolo dell’Avvocato quale difensore di diritti e si è innescato un lento processo di compressione dei diritti dei cittadini-utenti del servizio giustizia, in nome di una presunta maggiore efficienza della giustizia civile».

La irrazionale revisione della geografia giudiziaria ha allontanato la Giustizia dai territori, rendendo ancor più difficile ai Cittadini raggiungere anche fisicamente il Giudice e ottenere il riconoscimento dei propri diritti violati. In ultima analisi gli avvocati sono diventati l’ultimo baluardo della democrazia, altro che casta!

«Si vuole invece smantellare la Giustizia pubblica in Italia, negando la funzione e la rilevanza costituzionale della professione forense – afferma il Consigliere Segretario del Consiglio Forense di Nola, avv. Giuseppe Boccia – mentre inascoltata rimane la richiesta dell’Avvocatura di confronto serio e democratico con il Governo e il Parlamento sui temi della giurisdizione. Invece, si portano avanti campagne di stampa mistificatorie, con le quali si cerca di addossare agli avvocati colpe inesistenti, coprendo i veri responsabili del “disastro giustizia”. Non si dice che gli Avvocati italiani, attraverso lo “Sportello del cittadino” istituito presso i Consigli dell’Ordine forense, sono i soli a rendere gratuitamente ai cittadini un qualificato servizio di informazione e orientamento per l’accesso alla giustizia».

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