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La burla del decreto legge per “Terra dei Fuochi”

sabato 8 febbraio 2014

Doveva essere un banco di prova, dove Governo e Parlamento si misuravano davanti alla mobilitazione di centinaia di migliaia di persone, e all’opinione pubblica mondiale che, attraverso i media internazionali, ormai conosce il sistema criminale di smaltimento dei rifiuti industriali Italiano.

Un inizio, a loro dire, per avviare la stagione del cambiamento, per invertire la rotta e dare testimonianza della presenza delle Istituzioni e della volontà di tutelare salute dei cittadini e territorio, inizio a cui il Coordinamento Comitati Fuochi ha ritenuto di dover contribuire attivamente con la presentazioni di propri emendamenti al D.L..

Il risultato: una legge che appare lontanissima da una soluzione sistemica del problema.
Dopo decenni di inadempienze e omissioni da parte delle Istituzioni preposte, inadempienze che si evincono anche dall’audizione e dai documenti (400 pagine) che il Magistrato Donato Ceglie nei giorni scorsi ha consegnato alla Commissione ambiente del Senato, l’iniziale speranza riposta dal CCF, ha dovuto lasciare il posto allo sdegno e alla consapevolezza di essere di fronte a Istituzioni che barano.

"Nel 97’ il Magistrato Ceglie grazie all’indagine sul traffico dei rifiuti, reperibile sul sito del Senato, aveva avvisato ogni organo Politico e Amministrativo in quanto la situazione già fosse preoccupante, ora dopo decenni di inadempienze...."…

Barano perché stranamente il testo, discusso per 50 giorni, in fase di conversione si è quasi raddoppiato. Vi sono aspetti del tutto inattesi e preoccupanti come il comma 4 del lungo art. 2 bis totalmente aggiunto, ove s’introduce la possibilità che i controlli sugli appalti pubblici siano effettuati “anche in deroga a quanto previsto dal codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159”

Della ormai “Legge per la Terra dei fuochi” bisognerebbe parlare in uno con il “golpe” in corso del Decreto “Destinazione Italia”, dove, in materia di bonifica e ripristino dei siti inquinati, si dispone di concedere incentivi fiscali e cancellare ogni altro onere di riparazione/bonifica, per quelle aziende che, dopo aver inquinato, si dovessero impegnare nelle bonifiche.

Non possiamo accettare interventi legislativi che contravvengono al principio europeo “chi inquina paga”.
A voi, Parlamentari e Ministri di questo paese, diciamo che non è più sopportabile trovarsi d’innanzi ad Istituzioni dalla doppia faccia, che fingono di fare, usando la repressione (giusta) con l’ultimo anello della criminalità (coloro che bruciano rifiuti) e si mostrano poi servizievoli, con incentivi e condoni, per i probabili veri responsabili, (oltre a politici ed amministratori collusi), del disastro ambientale nel nostro paese, gli industriali.

Insomma, oggi ci sentiamo presi in giro e, dopo l’ennesimo passo falso dello Stato nei confronti dei Cittadini Campani, rifletteremo per capire in che modo e con chi vale ancora la pena interloquire in futuro.

Usciremo in seguito con un’analisi approfondita del decreto approvato sollevando tutte le ns perplessità.

COORDINAMENTO COMITATI FUOCHI

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