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“La città è impazzita”, intervista all’Artista Gianni Marrone attraverso gli occhi delle sue opere di denuncia

sabato 16 novembre 2013

“Ho 41 anni e dipingo da sempre; non si sa le volte che mi sono avvilito perchè le cose andavano male, perchè non vendevo niente, di giorni che mi sentivo triste perchè non avevo la possibilità di fare una mostra personale..... oggi finalmente farò una mostra tutta mia, e approfitto per ringraziare tutti quelli che mi stanno aiutando in questo progetto.

Voglio dire che io comunque resterò sempre una persona umile che sa cos’è la sofferenza, uno che ha dipinto dentro una casa mezza distrutta, con il freddo e le mani congelate; queste cose resteranno sempre dentro di me come una cicatrice che mai si rimarginerà.
Sinceramente oggi ho capito veramente che la cosa più importante è dipingere ed essere liberi di farlo, essere se stessi sempre.”

Conoscere Gianni dal vivo è stato come avere una sorpresa, dietro il suo mondo di abbandoni, rinunce, autonomia, separazioni, tristezze, incomprensioni, difficoltà, in mezzo la sua arte pura, avanti il suo cuore, la sua dolcezza, la sua sensibilità, l’enorme delicatezza dei suoi occhi che entrano profondamente nell’altro quando si avvicina con il suo stesso cuore semplice, e tra le righe pezzi di parole imponenti dove si legge la sua unicità, l’originalità da extraterrestre, la stessa che lega i grandi del passato e lì rimani impietrita perchè sembra di stare davanti a uno come picasso o vangogh, poi ritorna un semplice della sua terra, un uomo pieno di contraddizioni, ma mai nel suo sentire chiaro e lucente, restano i suoi raggi dopo che è diventato prima un sole.

Gianni Marrone, finalmente ci siamo quasi, a breve la tua prima mostra personale nella tua Abruzzo, una partenza dalla tua città per mostrare le tue opere, titolo di questo viaggio di immagini “la città è impazzita” tratto da una delle tue opere più significative di denuncia, così come farebbe uno scrittore, un poeta tu ci inviti a riflettere con la forza dei tuoi dipinti, un percorso da fare insieme con te, dal tuo microcosmo giunge un primo urlo, d’improvviso il tuo dipinto che sembra venire fuori come un uragano, il caos, la follia della città fuori, come ti senti?

Mi sento pieno di energia positiva, sono felice di mostrare finalmente in una mostra personale le mie opere; sono lavori che ho fatto negli ultimi anni, molti sono recenti.

I tuoi lavori sono stati pubblicati fino ad ora su siti d’arte, dove hai potuto far conoscere la tua arte e hai potuto vendere alcuni dei tuoi dipinti, i tuoi prezzi sono i più bassi della media, (alcuni sono stati svenduti a prezzi stracciati come il tuo Van Gogh andato via a soli 170 euro, lo avevi fatto perchè dovevi comprare le tele, i colori) eppure mai eri uscito fuori dal tuo mondo, credi quindi che mostrare le tue opere adesso, dal vivo, è una scelta dettata da questa tua nuova energia positiva o pensi che sia proprio il provare a uscire fuori dal proprio mondo, dalla città dell’anima in un certo senso già essa stessa energia?

Credo che mostrare ora le mie opere dal vivo sia dettata dalla mia voglia, dopo oltre 25 anni di lavoro, di farle prendere in un certo senso luce , farle partecipe con un pubblico reale.... certo, sicuramente uscire dal proprio mondo, come dici tu, "dalla città dell’anima" sia già essa stessa energia positiva!

Come ci si può sentire da parte di un’artista come te uscire dalla città dell’arte o dell’anima e guardare questa città impazzita, penso alle tue opere Italia, sogno di libertà, il tutto e il niente, gas, orrore, lavori importanti che hanno toccato i temi della guerra, della fame nel mondo, delle discariche e rifiuti che stanno uccidendo, della morte dei bambini in guerra in Syria.

Ci si sente coinvolti emotivamente, si avvertono i cambiamenti di questa città, purtroppo sempre più desolata, violentata, per questo impazzita.... io come uomo soffro per tutto questo, e come artista ho sempre sentito e sento il bisogno di denunciare con la mia arte tutto questo caos, disperazione dell’uomo moderno.... non posso cambiare le cose, ma posso e ho il dovere di mostrare la società che mi circonda; un’artista è figlio del suo tempo!

Essere figli del suo tempo vuol dire essere come su un vascello e guardare o scendere e provare a salvare, credi che l’arte possa in qualche modo muovere le coscienze, smuoverle, farle rinascere, o per te è soltanto un bisogno di fotografare la pazzia, mi riferisco a pagliacci, la tua opera che mette in risalto la politica con i loro vestiti da buffoni, come li chiami tu, un buffone al potere.

Sinceramente non credo che l’arte sia in grado oggi di smuovere le coscienze, ma comunque io ci provo; certo, il mio è un bisogno di fotografare e denunciare la pazzia di una classe politica avara e corrotta, di una società sempre più malata, egoista; io dico che solo l’artista dice la verità, la pura verità in un mondo oramai accecato dalla falsità!

“Viviamo in un mondo difficile, dove ogni giorno è una battaglia; sentiamo parlare tutti i giorni di violenze, ingiustizie e morte, povertà sempre più in aumento. Capita a tutti di perdersi d’animo, sentirsi avviliti perchè impotenti davanti a tutto questo. Ma quando è sera, alzi gli occhi al cielo e vedi qualcosa di immenso e struggente.... Sono vivo!” Sono parole tue, mentre guardi le tue sensazioni, il tuo subconscio, da qui parti poi per creare la speranza? Mi riferisco adesso alle tue opere recenti, bambini nella luce, dolcezza, amore tenerezza, tu sei un artista anche che riesci a mostrarci queste altre sensibili armonie della città impazzita, qual’è l’equilibrio allora?

L’equilibrio è nella natura, in tutto quello che Dio ha creato; nell’amore fra due esseri, nello sguardo di un bambino.

Una natura che ha spesso i connotati femminili, nella tua opera “io sono natura” poni la donna come al centro della prima crocifissione, il dolore della donna che può accogliere un mondo di bambini abbandonati, che tremano da soli nelle giungle della città, quanto per te è importante il potere femminile invece, inteso come amore cosmico, che abbraccia l’indifeso?

E’ molto importante, perchè per me la donna è simbolo di dolore, la donna partorisce nel dolore, ma è anche amore, simbolo di purezza e “dolcezza” che abbraccia, come dici tu, l’indifeso, il più fragile.

Dipingici questa dolcezza, spesso utilizzi questo termine come se fosse un asse di qualcosa, raccontaci.

E’ difficile spiegare a parole cosa sia la dolcezza; la dolcezza per me è armonia, serenità dello spirito e del corpo, è il ponte che ci trasporta nelle emozioni vere, nella leggerezza di un gesto e ci dona beatitudine.

Dunque dolcezza sembra anche una chiave d’entrata tra la città interna e quella esterna che fai come artista, oggi, con uno spirito più sereno e che sembra rifletterne gli stessi colori, come un cielo di primavera.

Certo, è così... la dolcezza come fluido che può cambiare un momento della nostra vita, farci vedere le cose con occhi diversi, farci respirare l’essenza reale delle cose.

Bene, vorrei concludessimo qui con queste bellissime immagini, con l’augurio che i tuoi numerosi visitatori sul web e su fb, dove pubblichi le tue opere, verranno ad emozionarsi da vicino, “guardando un fiore”, i tuoi immensi dipinti, (scusa è che ho l’anima da scrittrice e mi piacciono i lieto fine), ti abbraccio, ci vedremo alla mostra.

Grazie per il tuo tempo, grazie per essere quella che sta curando insieme al mio amico Sandro Lucio Giardinelli la mostra, vorrei ringraziare anche l’associazione Maramè di Francavilla al mare, che sono stati coinvolti in questo progetto.

Grazie a te, un abbraccio.

Dicono di lui GLI AMICI ARTISTI
•fra le tante pubblicazioni riguardanti l’arte...i miei occhi ed il mio cuore si son posati sulla tua... S.L.Giardinelli
•un uomo, di sicuro geniale testimonianza reale, nel tempo...
BARBARA CAVA
•...una felice conferma artistica del nostro tempo... Desinano Lucia
•...una circolarità sensuale che parte dall’autore e colpisce chi la guarda, o ascolta, o " sente " e la restituisce con incanto all’opera e dunque all’autore stesso... .A.D.Passeri
•...esce di testa perchè vive in una sua dimensione e non comunica e non vuole recepire i sistemi politici e commerciali...è un artista puro,un cavallo selvatico che corre nelle praterie dell’arte.. C.P.Peretti
•...Il tratto che elude il concettuale.
Il colore gestuale si fa comunicazione visiva.
Le mani come proiezione dell’uomo artista.
L’arte fuori quadro, introspettiva osserva lo spettatore, in un percorso inverso, a ritroso. P.De Giosa
•La grande arte italiana è spirituale. La rappresentazione interna di un pensiero. Credo che ci sia un bohemien R.Krisha

di Teresa Petrarca

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