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Marigliano. "La rivolta delle patate". Un pezzo di storia scolpito nella memoria

sabato 8 marzo 2014, di Deborah Daniele

Marigliano – Un toccante tuffo nel passato per i cittadini mariglianesi che hanno assistito alla presentazione del libro “La rivolta delle patate” di Andrea America, avvenuta ieri, nel tardo pomeriggio, nella sede del PD di Marigliano.
L’incontro con l’autore, organizzato da Sebastiano Napolitano, Gaetano Bocchino e Gianluca Cioffi, è stato moderato dalla giornalista Gabriella Bellini e si è avvalso dell’ emozionante testimonianza di Adolfo Stellato e degli interventi, sfociati in ottime recensioni e significative reminiscenze personali, da parte dei deputati Massimiliano Manfredi e Giorgio Piccolo.
Rilevante il discorso di apertura del segretario cittadino Gaetano Bocchino che ha ringraziato l’autore Andrea America, presente in sala, elogiando l’attaccamento alla sua terra, un sentimento che si evince fortemente nel suo racconto. “La rivolta delle patate”, narrata nel libro, ha indotto Gaetano Bocchino ad esternare alcune sue considerazioni: il ruolo fondamentale dei comuni come organo più vicino alle problematiche del cittadino e il legame che il nostro territorio ha con l’agricoltura che, nonostante tutto, è al 3° posto a livello nazionale per la produzione di patate.

E fu proprio a causa dei disagi che assillavano i produttori di patate che nel lontano 8 giugno del 1959 scoppiò, quella che passò alla storia, come “la rivolta delle patate” portando alla ribalta nazionale il comune di Marigliano.
Fondamentale la testimonianza di Adolfo Stellato “ i contadini non riuscivano più a vendere ed il malessere generale era enorme - racconta ai concittadini presenti in sala – erano le 7,30 di lunedì 8 giugno del 1959, giorno in cui a Marigliano si svolgeva il mercato, perché anni fa – spiega Stellato - il mercato veniva fatto a Piazza Municipio, e già una folla di contadini sostava davanti al comune quando, all’ improvviso, la manifestazione, che sarebbe dovuta partire verso Napoli guidata dal sindaco Basile, si trasformò presto in rivolta”.
Adolfo Stellato ha raccontato che per evitare disordini, al posto delle autorità comunali intervennero i carabinieri guidati dal brigadiere Petrucci e, poco dopo, arrivarono anche un altri nuclei operativi guidati dal capitano Tamburino, il quale diede l’ordine di sfollare immediatamente il centro di Marigliano.
“I contadini restarono in piazza cercando di spiegare le loro ragioni – ha raccontato Stellato – e, a quel punto, il brigadiere Petrucci, credendo di indurli ad abbandonare la piazza, cominciò ad avanzare tra la folla verso un gruppo ruotando il cinturone ma, purtroppo, colpì un contadino di San Nicola. Da quel gesto la manifestazione degenerò e i contadini incendiarono gli uffici comunali in cui si erano rifugiati i carabinieri credendo che, bruciando le carte, non avrebbero più pagato”.

Preziosa testimonianza ha offerto Adolfo Stellato che ha raccontato anche della sua esperienza personale “ mio padre, che era ferroviere, quel giorno rientrò alle 17.00 quando oramai la rivolta si era placata – dice Stellato – ma venne indicato per errore dai funzionari del comune come uno dei partecipanti alla manifestazione e fu condotto al carcere di Poggioreale”. Molti furono arrestati semplicemente perché si trovavano per strada “ mi recai al comando, assieme ad un giornalista di Napoli – ha dichiarato Stellato - per chiedere il motivo dell’arresto di mio padre e arrestarono anche noi due”.
Un racconto che lascia sicuramente un’ impronta più forte e dà la percezione esatta della situazione difficile in quell’ epoca. Un’epoca ed una storia che, proprio come commenta Gabriella Bellini “ riesce ad essere attuale nelle problematiche perché, anche se per motivi differenti, il settore risulta comunque ancora colpito”. A dimostrazione di ciò la presenza, ieri, di numerosi produttori di patate che hanno partecipato all’ evento che poi, si è tramutato in un vero e proprio dibattito e confronto coi cittadini e produttori.
Interessante anche l’intervento del deputato e sindacalista Giorgio Piccolo che ha elogiato Andrea America “ è un esempio di chi fa politica positivamente” – ha commentato - e ha ricordato le tante lotte e le conquiste per i diritti raggiunti dalla classe operaia.
A sottolineare, invece, il valore della partecipazione, della famiglia e della memoria – presenti nel libro – ci pensano le parole del deputato Massimiliano Manfredi “ la memoria non deve essere cancellata perché è un elemento positivo per la crescita e permette di costruire una società migliore – sostiene e, nel suo libro, Andrea America – racconta gli eventi con gli occhi di un bambino ma con la voglia di dare un contributo importante per cambiare le cose”.
E, proprio con l’augurio di poter svolgere gradi cose e portare cambiamenti positivi che Andrea America ringrazia i presenti in sala, dando anche qualche piccola anticipazione sul suo nuovo libro “una fiaba moderna ma amara” così come la definisce e, tra gli applausi, saluta con un consiglio “se vogliamo scrivere insieme un nuovo libro ognuno deve fare qualcosa”.

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