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NAPOLI. Stop biocidio. Rifiutarsi aderisce alla manifestazione del 16 novembre

mercoledì 13 novembre 2013, di Rifiutarsi

Rifiutarsi aderisce e parteciperà alla manifestazione #Stopbiocidio Fiume in Piena. Per troppi anni la nostra terra è stata devastata dal gioco meschino di organizzazioni mafiose in combutta con politici inetti o collusi. Per troppo tempo imprenditori senza coscienza hanno anteposto i loro guadagni alla salute di milioni di persone, sottraendo a noi tutti e alle generazioni che verranno il diritto di vivere in un ambiente non contaminato e il diritto alla salute.

Per davvero troppo tempo la cattiva informazione, la putrescente politica e il giornalismo di partito hanno dipinto la falsa storpiata immagine di una terra dalla rara bellezza e di un popolo dalla grandissima umanità. Siamo stati accusati di essere i nostri stessi carnefici. Hanno azzittito le nostre proteste definendo malsane le nostre abitudini e i nostri stili di vita. Troppe volte abbiamo ascoltato le menzogne dei politici di turno, troppe volte abbiamo costatato la falsità delle loro promesse. Troppe volte i colpevoli che hanno scaricato e bruciato rifiuti nelle nostre terre l’hanno fatta franca.

Il 16 Novembre abbiamo la possibilità di contribuire al cambiamento che abbiamo chiesto, di essere una parte dell’onda che abbatterà questo putrido sistema criminale che lucra sulla nostra pelle. Noi scenderemo in piazza contro la costruzione di nuovi inceneritori, per cambiare l’attuale piano di gestione rifiuti della regione, per chiedere per la mappatura delle zone inquinate e la loro bonifica reale e controllata.

Ma prima di tutto, noi scenderemo in piazza per chiedere la fine degli sversamenti di rifiuti urbani, speciali e industriali e per pretendere la fine dei roghi tossici.

Riteniamo che prima di instaurare un ciclo virtuoso dei rifiuti, prima di individuare quali campi possano essere coltivati e quali destinati al no-food, prima di cominciare a caratterizzare, mettere in sicurezza e bonificare le aree inquinate, prima di tutto questo è necessario iniziare a contrastare il controllo delle eco-mafie sui nostri territori.

Nell’80% dei casi a scaricare, intombare e bruciare rifiuti è la Camorra. Noi chiediamo allo Stato di cominciare finalmente a combattere contro l’eco-criminalità organizzata. Chiediamo di attuare delle soluzioni a medio e lungo termine, come quella di equiparare il reato di scarico e abbruciamento di rifiuti al reato di mafia.

Ma sollecitiamo anche la realizzazione di soluzioni attuabili in tempi brevi come lo sviluppo di un sistema di video-sorveglianza e monitoraggio da parte delle forze dell’ordine preposte in tutti quei 100 comuni e più che oggi rientrano a tutti gli effetti nella Terra dei Fuochi.

Fermare gli sversamenti e gli abbruciamenti, cominciare finalmente a ripristinare uno stato di legalità, vuol dire colpire i criminali dove più gli interessa, iniziando a limitare la loro forza economica e a restituire il territorio alla società civile. Questo è il primo passaggio obbligatorio da compiere per evitare che i "soliti noti" riescano ad infiltrarsi di nuovo in quel percorso virtuoso che stiamo provando a costruire insieme per la nostra regione.

Contro ogni mafia e ogni collusione, noi saremo in piazza per gridare il nostro dissenso. Il 16 Novembre abbiamo la possibilità di dare il primo, grande, poderoso ed energico colpo alla “monezza” di gente che ci sta lentamente uccidendo. E tu hai il coraggio di far finta di niente ?

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