Home > Attualità > Nola. Vicenda Marò, Biancardi: “Cittadinanza onoraria per Massimiliano e (...)

Nola. Vicenda Marò, Biancardi: “Cittadinanza onoraria per Massimiliano e Salvatore”. Il sindaco di Nola: “Tutti i comuni italiani facciano lo stesso”

martedì 25 febbraio 2014

Cittadinanza onoraria per i marò italiani che da due anni si trovano in India, in attesa di un processo perché accusati di aver provocato la morte di due pescatori scambiati per pirati

La procedura è stata attivata dall’amministrazione comunale di Nola, guidata dal sindaco Geremia Biancardi.

Si tratta di un’iniziativa che nasce dall’esigenza di inviare un segnale forte e chiaro all’esterno.

“Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due sottufficiali della nostra Marina, sono il simbolo di un’ingiustizia che va stigmatizzata. Il destino dei due marò è quello di ognuno di noi. Per questo abbiamo deciso di proporne la cittadinanza onoraria. Per manifestare la nostra solidarietà ma, anche e soprattutto, per lanciare un messaggio alle nostre istituzioni ed a quelle indiane. In questo senso – sottolinea il sindaco Geremia Biancardi – lanciamo anche un appello a tutti i Comuni italiani affinché facciano lo stesso”.

“Massimiliano e Salvatore diventino il simbolo di un’Italia – sottolinea il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale Franco Nappi – che reagisce con fermezza ai soprusi, che si batte per l’affermazione dei diritti e della dignità delle persone e che si assume la responsabilità di come è stata gestita una vicenda che ormai dura da troppo tempo”

“Nei prossimi giorni – annunciano gli amministratori – chiederemo anche ai nostri cittadini di sostenere l’iniziativa attraverso un flash mob virtuale mettendo la foto dei marò sui propri profili Facebook e Twitter”.

Per l’Ufficio Stampa: Antonio D’Ascoli

Un messaggio, un commento?

moderato a priori

Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Chi sei?
I tuoi messaggi
  • Per creare dei paragrafi indipendenti, lasciare fra loro delle righe vuote.