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Noti ristoratori del nolano nei guai per contrabbando di sigarette per 1 milione e 500 mila euro

venerdì 28 febbraio 2014, di Gabriella Bellini

Tre misure cautelari e cinque indagati per contrabbando in concorso di tabacchi lavorati esteri per un valore di oltre 1 milione e mezzo di euro. Coinvolti nell’inchiesta della procura di La Spezia noti imprenditori del Nolano. A finire nei guai padre e figlio proprietari di un famoso ristorante di Roccarainola dove proprio questa mattina la guardia di finanza ha effettuato delle perquisizioni. L’operazione è coordinata dalla procura ligure e attuata dalle fiamme gialle della Compagnia di Nola (agli ordini del capitano Luca Modesto Gelormino) che hanno notificato ad G. A. 42 anni di Salerno, G. A. 59 anni di Cardito, A. M. 51 anni di Tufino l’obbligo di dimora nel comune di residenza e la reperibilità al domicilio dalle 21 alle 6. Indagati anche O.M., 21 anni di Tufino (ristoratore insieme al padre A.) e C. D. M. 49 anni di San Felice a Cancello (Caserta)pure loro oggetto di perquisizioni. Al centro dell’inchiesta un carico di 8mila chili di sigarette, in particolare 9786 stecche di marca “Gold Mount Slim”, 10.101 “Gold Mount”, 5100 “Raquel”, 2200 “Vox”, 2700 “CT” per le quali hanno evaso “i diritti di confine”, come sostiene la procura, “e l’imposta sul valore aggiunto dovuta in relazione all’operazione di importazione per un importo pari complessivamente ad 1.571.882 euro (in particolare 305.501,40 euro a titolo di IVA ed 1.157.925,60 euro a titolo di accisa)”. In particolare, secondo gli inquirenti, G.A. partecipava all’affare utilizzando la sua agenzia di spedizioni, di cui è legale rappresentante e curava la spedizione del container contenente i tabacchi dalla Grecia, il 59enne e A.M. invece erano i reali destinatari del carico, O.M. e C.D.M. erano al corrente dell’operazione ed erano presenti quando il gruppo andò a controllare il container nel porto di Salerno. La merce era arrivata dalla Grecia in Liguria il 7 febbraio del 2013 da allora erano partite le indagini che oggi hanno portato ai provvedimenti cautelari e alle perquisizioni, nelle abitazioni degli indagati, nel ristorante di Roccarainola e nell’agenzia immobiliare che gli imprenditori di Tufino gestiscono a Marigliano.

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