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Parco Palladino. Ladro di corrente elettrica denunciato: "Non sono l’unico", e fa i nomi. Riducevano i consumi fino al 90%

domenica 22 dicembre 2013, di Patrizia Panico

VOLLA. Ruba la corrente elettrica per la propria abitazione, scoperto e denunciato dai vigili urbani, il cittadino decide che a pagare non deve essere soltanto lui. E così rivela, con nome e cognome, che anche altri inquilini "fanno lo stesso e anche da più tempo", ammette.

E’ la sintesi di quanto accaduto in un quartiere della periferia di Volla, dove a seguito di una denuncia anonima, giunta al locale comando della polizia municipale, che segnalava il furto di corrente elettrica, i vigili hanno finito per denunciare quattro “ladri di corrente elettrica”. E’ accaduto al Parco Palladino, in via Sambuco, i parchi sono quelli costruiti, e, gestiti dal Comune di Napoli sul territorio di Volla negli anni Ottanta e Novanta per il post terremoto. I furbi manomettendo il contatore per l’energia avevano ridotto i rispettivi consumi domestici fino al 90%.

Qualche giorno fa è giunta ai vigili locali una denuncia anonima che segnalava il furto di corrente in un appartamento. I caschi bianchi, al comando del maggiore Giuseppe Formisano, dopo avere allertato la squadra dei tecnici dell’azienda fornitrice di energia elettrica (Enel), si sono recati sul posto. Dal controllo eseguito dal personale specializzato, è stato accertato che il responsabile aveva manomesso l’impianto della sua abitazione riuscendo ad abbassare il consumo di energia elettrica fino al 90%, un danno stimato per diverse migliaia di euro. Sequestrato il dispositivo e denunciato il responsabile.

Una volta "scoperto", il cittadino in barba all’omertà, ha voluto confessare che nel parco "Ci sono altri inquilini che fanno da tempo la stessa cosa". Saputi i nomi e cognomi degli altri "ladri di corrente elettrica", vigili urbani e tecnici si sono recati nei diversi edifici fino a denunciarne ben quattro alla procura della Repubblica di Nola per lo stesso reato. In pratica utilizzando un potente magnete, alteravano la corretta funzionalità dei rispettivi contatori arrivando a diminuire la lettura dell’energia consumata fino al 90%.

Il dispositivo era stato applicato all’interno della cassetta del contatore e fissato sopra, il gioco era fatto: attraverso il campo magnetico generato c’era una riduzione drastica sul misuratore dell’energia realmente utilizzata. Uno stratagemma alquanto semplice ma di straordinaria efficacia che consente la sottrazione "illecita" di energia elettrica anche per lungo tempo prima di essere scoperti dallo stesso fornitore.

di Patrizia Panico da Il Mattino area sud-costiera

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