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Pino Daniele in concerto: il re di Napoli riempie il Palapartenope

domenica 29 dicembre 2013, di Antonella Cremato

“Come si fa a suonare la chitarra così?”. E’ inevitabile fare questo pensiero quando Pino Daniele è sul palco a cantare “Appucundria” insieme al suo pubblico, alla sua gente. Come si può riassumere un concerto in cui c’è tutta la storia di Napoli, tutti quei musicisti che hanno portato il blues, il rock, il jazz a dei livelli che tutta Italia ci invidia? Quei musicisti (Senese, Zurzolo, Jermano, Tony Esposito, Gigi de Rienzo e tantissimi altri) che hanno contribuito alla messa in piedi della gran parte degli album con cui Pino è entrato nel cuore di tutti.
Anche quest’anno (come nel 2012) sold out. Anche quest’anno tutti lo vogliamo sentire; non a caso, alle date del 28 , 29 e 30 dicembre si sono aggiunte anche quelle del 4 e 5 gennaio: troppi amano il re di Napoli. E la sua corte.
Nella prima serata di questa mini-serie di concerti napoletani (tutti al Palapartenope) , Pino Daniele dà proprio spazio alla sua “corte” di cantanti (grandi leggende e nuovi amori) e musicisti (i suoi vecchi amici di sempre) con cui ha deliziato il vasto pubblico di fan presenti nel teatro, un’imponente struttura riempita fino all’orlo, con sommo gaudio del botteghino.
Ad introdurre i grandi della musica italiana, alcuni banditori che , a suon di tamburi (tutto si apre con una bellissima tammurriata ,infatti) , annunciano l’inizio dello spettacolo. “Attenzion, battaglion!”. E i “nobili” del rock-blues italiano cominciano le loro strabilianti prestazioni, sempre accompagnati dall’imponente suono della chitarra di Pino Daniele. Tony Esposito e Tullio De Piscopo colpiscono ancora con la loro maestria alle percussioni e alla batteria; la mitica Jenny Sorrenti entra in scena cantando con Pino “Voglio di più”, facendo trattenere il fiato a quei fan della vecchia scuola blues anni ’80.
Quando, in seguito, James Senese attacca col suo sax insieme ai suoi Napoli Centrale non si può fare a meno di ballare; né si può fare a meno di commuoversi quando accompagna “il re di Napoli” in una delle sue migliori performance di “chi ten o’ mare” e “O ssaje comm fa ‘o core” , il capolavoro che non può non far pensare a Massimo Troisi.
Ma accanto alle leggende, ci sono i volti nuovi: Clementino stranamente non stonava in mezzo a loro, anzi ci stava bene e la sintonia con Pino era evidente. Gli A67 accompagnano Tullio De Piscopo nella sempreverde “Andamento Lento”, seguiti dagli Almamegretta con Gragnaniello : vecchio e nuovo possono amalgamarsi perfettamente quando il talento è tanto in tutte e due le parti. Brividi su “Quando” e “Quanno chiove”, visto che , sul secondo pezzo, entra la potentissima voce di Teresa De Sio; e ancora su “je sto vicin a te” insieme a suo fratello Nello Daniele (la somiglianza da vicino è ancora più evidente..) e “lazzari felici” con Eugenio Bennato. Come potete vedere, gli ospiti erano tanti ma su quel palco non c’era confusione: armonia, rispetto, divertimento che trasmettevano al pubblico che , ad ogni canzone, aveva un motivo in più per stupirsi. Il finale, credo, sarà indimenticabile: tutti insieme cantano “o scarafone” , su una grande performance del jazzista Rino Zurzolo e Gigi De Rienzo al basso; quest’ultimo ha coordinato ogni fase dello spettacolo e , per questo, è ripetutamente ringraziato da Pino Daniele: “meno male che c’è lui, io mi sono rimbambito!”. A questo punto, tutti tornano dietro le quinte, le luci di spengono
Ma , dopo poco, si riaccendono perché la serata non poteva finire senza aver cantato “Napule è” (non ci sono parole per descrivere una questa canzone ).
Questi grandi artisti resteranno al Palapartenope il 29 e il 30 dicembre, il 4 e il 5 gennaio e la loro musica è assolutamente da non perdere.

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