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Politica e sindacato istituiscono l’Osservatorio permanente sulla precarietà, sul lavoro irregolare e sommerso

martedì 17 dicembre 2013, di La redazione

CASTELLAMMARE DI STABIA. Il 16 dicembre scorso, presso gli uffici dell’Assessorato al Lavoro e Welfare del Comune di Castellammare di Stabia, su richiesta dell’organizzazione sindacale C.G.I.L e della categoria NIDIL si è tenuto un tavolo tecnico per costituire nella Città di Castellammare di Stabia l’Osservatorio permanente sulla precarietà, sul lavoro irregolare e sommerso.

La Nostra categoria da anni impegnata nella lotta all’economia sommersa ed in favore di quelle categorie meno garantite e poco raggiunte da adeguati sistemi di welfare e di protezione sociale, raccogliendo le esperienze e le segnalazioni di quella platea purtroppo sempre più ampia di lavoratori inquadrati con forme contrattuali parziali, improprie e “irregolari”, perché non corrispondenti alle caratteristiche, alle mansioni e agli orari di lavoro realmente svolti, o addirittura “al nero”, ha ritenuto affrontare tale problematica dando un segnale importante, da sostenere con comune assunzione di responsabilità, insediando un Osservatorio permanente sul fenomeno della precarietà e del lavoro sommerso fornendo un’opportunità ai lavoratori ed alla città di Castellammare con uno strumento valido per perseguire l’emersione di settori dell’economia verso condizioni di legalità e tutelare i diritti di tutti i lavoratori.

L’Osservatorio non si limiterà ad un Organo di sola “certificazione” del fenomeno, ma opererà su più direttive:

• sul piano culturale, va diffusa, soprattutto tra le nuove generazioni, la cultura della legalità ed il conseguente senso comune di disprezzo verso quelle attività che si servono della manodopera locale con modalità di sfruttamento. Il lavoro nero e sommerso deve diventare, con opportune campagne di opinione e di informazione sui diritti ed il coinvolgimento del tessuto sano della comunità, un “disvalore”, onde favorire e incoraggiare il rifiuto a subire passivamente questi abusi;
• sul piano repressivo, con una intensificazione dei controlli, da stimolare anche attraverso protocolli di intesa e task force congiunte e coordinate tra Comune, Organi ispettivi e Forze dell’Ordine.
• sul piano delle politiche del territorio, utilizzando una pluralità di strumenti tra cui: un’analisi costante dei fabbisogni locali per orientare interventi di welfare locale (comprensivi di tirocini, borse lavoro e percorsi di formazione) e cogliere ogni opportunità proveniente da eventuali fondi, progetti, e/o iniziative ministeriali, regionali o europei; lo sportello unico su incentivi e agevolazioni per favorire l’emersione; l’istituzione di un marchio di qualità alle aziende che rispettano i contratti collettivi nazionali e le norme di legge; la previsione di indici di congruità relativi al rapporto quantità/qualità della prestazione e quantità di ore lavorate e numero di lavoratori, il cui rispetto dovrebbe diventare la condizione per orientare in modo mirato gli interventi ispettivi, accedere alle gare d’appalto, rilasciare (e revocare) le concessioni pubbliche, godere di eventuali sistemi di fiscalità di vantaggio;

A margine dell’incontro, dopo un’ampia discussione nel merito della proposta pervenuta dalla NIDIL-C.G.I.L, l’Assessorato si impegna a verificare, nel più breve tempo possibile, la fattibilità tecnica della proposta in rinforzo con le attività già programmate dall’Amministrazione Comunale, nell’ambito delle politiche del lavoro.

Il responsabile cittadino NIDIL-cgil, Luca Longobardi.

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