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Pollena. Carcavone, polemiche sul progetto di riqualificazione. Opposizione interroga sindaco

martedì 29 ottobre 2013, di Patrizia Panico

POLLENA TROCCHIA. I consiglieri dell’opposizione cittadina tornano ad interrogare il sindaco Francesco Pinto. Attraverso un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al primo cittadino, i consiglieri Francesco Addato e Nicola Coppola del gruppo “Per il Bene in Comune Cambiamo Pollena Trocchia”, hanno chiesto chiarimenti sul progetto per la mitigazione del rischio idrogeologico del Carcavone, area a monte ricadente nel Parco nazionale del Vesuvio.

La questione sollevata dai consiglieri, su indicazione del locale circolo di Sel, riguarda in particolare il finanziamento di 1 milione di euro: “concesso dal 2006 dal Ministero dell’Ambiente - si legge nella missiva - per un progetto di Messa in sicurezza del versante in sx orografica della cava del Carcavone, a partire dalla quota 220 alla quota 250”.

Nelle scorse settimane l’amministrazione comunale ha aperto il bando per la realizzazione dell’intervento ma quello che non convince i consiglieri sono alcune modifiche al progetto: “Il bando si basa però su un progetto integralmente modificato rispetto a quello iniziale. L’attuale intervento di sistemazione - spiegano Addato e Coppola - parte infatti da quota 147 per arrivare a quota 205, 55.

La nostra preoccupazione nasce da un parere del vulcanologo Giuseppe Rolandi, il quale in una relazione tecnica fa rilevare che non è stata presa in considerazione un’importante interruzione dell’alveo per la quale, in caso di precipitazioni eccezionali, volumi di acqua considerevoli potrebbero disperdersi nell’area della cava, in vicinanza della quale insistono delle civili abitazioni, senza raggiungere il nuovo alveo in progettazione posto più a valle”.

I consiglieri Addato e Coppola pertanto chiedono il perché di questa modifica alla progettazione iniziale e se essa sia compatibile con il finanziamento. “La scelta di spostare i lavori più vicini al centro abitato potrebbe apparire come un mero intervento di facciata”, dicono. “In capo a chi verrebbe attribuita la responsabilità di danni derivanti da un’eventuale esondazione delle acque?”.

di Patrizia Panico de Il Mattino area sud - costiera

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