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Pollena. I conti non tornano: polemica sul bilancio. Di Fiore accusa: Dati non veritieri.

sabato 28 settembre 2013, di Patrizia Panico

POLLENA TROCCHIA. Polemica sul bilancio di previsione 2013, l’opposizione insorge: "Dati non veritieri, bilancio viziato. Residui attivi non esigibili e calcolo Tarsu e Tares da rivedere".

Il consigliere dell’opposizione Raffaele Di Fiore capogruppo di "Pollena Trocchia Prima di Tutto", ritiene che il bilancio previsionale così come presentato in conferenza dei capigruppo non potrà essere approvato nel prossimo consiglio comunale: "In primis - dice Di Fiore - si basa su dati derivanti dal bilancio 2012 a mio parere sbagliati. Sono riportati infatti, dal consuntivo 2012 - spiega il consigliere - saldi viziati da residui attivi troppo vecchi per essere considerati tutt’ora esigibili.

Dovrebbero ritenersi incassabili - prosegue Di Fiore - solo i residui del quinquennio precedente (2007/2012), e, dunque, risulterebbe uno scompenso a saldo di circa 3milioni 990mila euro al 2012, con un aggravamento di altri 556mila 270 euro per il 2013 (residui attivi dell’anno 2007)". Per capogruppo Di Fiore occorre una revisione urgente: “Si parla di residui che risalgono anche al 1998, un credito, ritengo non più esigibile e che - sottolinea - rischia di falsare il bilancio creando un danno erariale all’Ente”.

Ma la bacchettata del consigliere nei confronti dell’amministrazione comunale guidata da Francesco Pinto, va oltre. Dati alla mano, infatti, secondo Di Fiore, un altro errore sarebbe da ricercarsi anche nel saldo del calcolo tra costi e ricavi inerenti il trattamento dei rifiuti solidi urbani di Tarsu e Tares: "Tale errore è tra l’altro dovuto a un accordo con una ditta (in via di ufficializzazione), per la raccolta del vetro che garantirebbe al Comune un ricavo di 6euro per tonnellata contro i 17,82 euro per tonnellata riconosciuti dal Conai".

Ultimo appunto riguarda il costo per la realizzazione della rotatoria con fontana di piazza Amodio: "Da rivedere il costo in bilancio - conclude il consigliere - perché non risponde a quanto previsto nel progetto e nel relativo bando: il costo in essere, infatti, prevedeva opere e componenti per una fontana con 6 getti d’acqua di 1,5 metri e uno di 2.5 metri e non è quello che è stato consegnato ai cittadini - chiarisce - che si ritrovano una vasca senza getti così vistosi poiché non idonei, forse, alla pendenza della piazza ma che comunque hanno pagato.

Chi pagherà i danni per un eventuale errore di progettazione", conclude domandandosi Di Fiore. Il tutto è avvenuto nel corso della conferenza dei capigruppo, la stessa che è stata poi rinviata poiché mancava il capogruppo della maggioranza, nomina che risulterebbe ancora assente.

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