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Pomigliano teatro della democrazia. Michele Caiazzo con Civati

lunedì 25 novembre 2013, di Comunicato Stampa

Pomigliano è, ancora una volta, teatro della democrazia. Si è tenuta nella sede del circolo locale, un’assemblea generale dei sostenitori della mozione di Pippo Civati. Presenti quasi cento militanti. All’ordine del giorno l’organizzazione delle iniziative che dovranno tenersi in vista delle prossime primarie del 8 Dicembre p.v. per il candidato segretario del PD nazionale, nonché la discussione circa l’esponente del territorio da candidare all’assemblea Nazionale.

Ad introdurre il dibattito Michele Caiazzo, membro uscente dell’assemblea Nazionale del PD e militante di base del circolo Pomiglianese.

“A differenza di quanto è avvenuto nella nostra città, ricorda l’ex sindaco, in molte realtà, le convenzioni sono state ancora una volta un appuntamento meramente virtuale. Noi crediamo invece, nella democrazia partecipativa (d’altronde senza partecipazione non si potrebbe parlare di democrazia) e con tutti gli sforzi del caso, ci siamo oggi riuniti per discutere alcuni punti ed insieme fare delle scelte. Non ci sono stanze in cui una ristretta oligarchia si chiude per deliberare. La nostra stanza è Pomigliano, ed è aperta.”

È importante sottolineare, a tal riguardo, come non si sia scelto di aderire alla “corrente Civati”, bensì si sia deciso per un sostegno alle sue proposte, delle quali si condividono gran parte dei contenuti. Si tratta di un documento programmatico che vede la vicinanza tra la linea politica proposta dal candidato Civati, e le diverse iniziative portate avanti dal circolo di Pomigliano nell’ultimo anno, a partire dal comizio operaio tenutosi presso il p.co pubblico, fino alle critiche mosse alla degenerazione correntizia nel partito, passando per “Rovesciamo la piramide”, “rigenerazione democratica”, e non ultima, la Festa de l’unità dello scorso Luglio, che ha visto protagonista l’area dismessa della vecchia stazione ferroviaria, bonificata e riqualificata dai volontari del territorio, un vero esempio di politica come iniziativa civica.Diversi i punti della proposta di Pippo Civati che ben si accostano al percorso intrapreso dal gruppo dirigente pomiglianese.

Primo tra tutti il bisogno di porre un limite al governo delle larghe intese. Solo pochi mesi fa, infatti, in occasione delle elezioni politiche, lo stesso gruppo di militanti e dirigenti, si presentava ai cittadini, come testimoni del cambiamento. L’esito fallimentare delle elezioni ha portato poi al cosiddetto governissimo, un governo delle larghe intese che l’elettorato NON ha scelto. Un governo che genera nei suoi elettori rabbia e delusione. “Anche noi, sottolinea ancora Caiazzo, siamo delusi ed arrabbiati, ma rimaniamo qui per cambiare quello che non va, per fare battaglia e dare spazio ad una linea politica diversa ed alternativa.”

Altra proposta in prima linea nel documento di Civati, è quella di una nuova legge elettorale, che permetta ai cittadini di scegliere in prima persona i propri rappresentanti a livello nazionale, nonché che il prossimo appuntamento elettorale si abbia nel 2014. Dopo diversi interventi ha preso la parola il segretario del circolo PD di Pomigliano d’Arco Michele Tufano.

“Nelle convenzioni dello scorso 17 Novembre, Civati ha raggiunto a Pomigliano la percentuale di consenso più elevata in termini assoluti: 54%.”, ha sostenuto Michele Tufano. ”E’ da qui, capitale industriale del mezzogiorno, che dovrebbero ripartire le linee politiche per quel che concerne le fabbriche, gli operai, i cassaintegrati, gli esodati, la terra dei fuochi, e via dicendo, senza trascurare i commercianti, la scuola, gli studenti, i disoccupati. É qui, nel luogo in cui si sono estrinsecate le più grandi contraddizioni del PD, che bisogna dare risposte e prendere una posizione decisa e coraggiosa.

E’ qui che si gioca la partita tra il saper parlare alla gente, e l’essere un interlocutore riconosciuto al quale i cittadini sanno di potersi rivolgere, ed ai quali, di rimando, fornire delle risposte concrete per il bene comune. “ Per questo motivo, tutti gli intervenuti, hanno ritenuto estremamente importante che esista una parte forte e solida del partito che sia in grado di portare avanti con fermezza e convinzione queste posizioni, ed è importante che tutto ciò avvenga si a livello locale, ma anche nell’assemblea nazionale. Il punto focale del “nuovo” PD deve essere rappresentato dalle persone, dai cittadini e dal rapporto forte del partito con gli stessi. Il “nuovo PD” ha la necessità di assumere una forma ed una struttura che sia adeguata alla situazione reale ed al periodo storico in cui siamo.

Un partito che sia comunità e non un comitato elettorale, che sia in grado di fare rete (non solo in rete, bensì adoperando tutti i mezzi di comunicazione, divulgazione ed informazione a propria disposizione, dai social network, ai volantini, al passaparola, alle assemblee) e che sia reale. Un partito che sia dotato di intelligenza collettiva e connettiva. Nello statuto del Partito democratico, da cambiare radicalmente, è presente comunque un gran numero di strumenti democratici (partecipazione, referendum, consultazioni etc), mai messi in pratica e che sarebbe il caso di attivare per rendere migliore la pratica partecipativa nel partito. Si è poi passati ad esaminare il secondo punto all’ordine del giorno e cioè la scelta della candidatura nella lista per l’assemblea nazionale del collegio 10.

Michele Caiazzo, membro dell’assemblea nazionale uscente, già eletto nel 2007 con Veltroni e nel 2009 con Bersani, dichiara che la “ruota deve girare” davvero e, a fronte di un ragionamento condiviso ed in coerenza con la promozione di cambiamento predicata dall’intero gruppo, di non volersi proporre per quella che sarebbe la sua terza presenza all’interno dell’assemblea nazionale del PD. Sulla base dei criteri di rinnovamento e rappresentatività, e di promozione di forze giovani e nuove a ruoli dirigenti del PD, lo stesso propone ai presenti che ad aprire la lista dei candidati per l’assemblea nazionale da eleggersi l’8 dicembre sia il giovane segretario del circolo di Pomigliano Michele Tufano.A seguito di un susseguirsi di interventi, tutti favorevoli, dei presenti, viene aperta la votazione che vedrà, all’unanimità, l’approvazione della proposta suddetta.

Un nuovo segnale che, se si vuole, la reale pratica democratica, perseguita dagli iscritti e militanti di Pomigliano, funziona. Una nuova dimostrazione del fatto che, se le cose si vogliono cambiare davvero, è possibile riuscirci.

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