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Sant’Anastasia – Applausi all’Opera “…Sorè, Mamma ‘e ll’Arco” dei i Giocondi e Mikele Buonocore.

sabato 14 settembre 2013, di Maria Beneduce

Venerdì scorso si è svolta l’opera teatrale messa in scena da “I Giocondi” “…Sorè, Mamma ‘e’ll’Arco”, opera tratta dal cd “ A maronna ‘e ll’Arco e ‘e fujenti”, di Mikele Buonocore. L’emozione suscitata dall’opera, realizzata con il patrocinio morale del Comune, ha pervaso i numerosi presenti seduti sul piazzale alle spalle del suntuario della SS. Vergine dell’Arco, sin dall’introduzione del regista, Luigi de Simone, a cui sono seguite le parole del Priore, padre Rosario Carlo Licciardello: “Rivivere la storia dei miracoli compiuti per intercessione della Madonna significa vivere la nostra storia di fede fatta di quotidianità”. Una serata di emozioni, quelle portate dalla cultura della storia della tradizione del territorio anastasiani, quelle strette attorno al Santuario, che appunto per i miracoli della Santissima, accoglie miglia di visitatori raggiungendo il suo culmine il Lunedì in Albis, quando i fujenti accorrono ai piedi dell’altare della SS. Dell’Arco. Presenti anche il sindaco Carmine Esposito, il presidente del Consiglio comunale, Lello Abete e il consigliere Franco Rea. Un’opera, dice il regista Luigi de Simone, “che vuole testimoniare che Sant’Anastasia vuole rinascere, e lo vuole fare anche da qui, questa sera”. Emozioni cantate e ballate da 20 interpreti de “I Giocondi” e dai ballerini di Emiliana Esposito che ha curato le coreografie. E’ il regista a dire: “ Con sorè .. Mamma ‘e ll’Arco, lavoro impegnativo che mettiamo in scena con la compagnia dei Giocondi, l’accento è posto sul richiamo che sentiamo fortemente attrarci, e che ogni volta stupisce ed affascina tutti, compreso chi con spirito critico si pone ad osservare l’avventura dell’uomo che vive in queste terre e in questo contesto”. E’ uno spettacolo che ha riportato i preseti a rivivere nella storia, nei miracoli e nella vita di tutti i giorni, il conflitto vissuto dagli autoctoni del tempo e dagli zingari., nella piazza, all’ombra del Santuario e della sua storia. Sullo sfondo di ogni umana debolezza e fragilità, maternamente discreto e amorevole, veglia lo sguardo tenero e pietoso di una Madre e Regina che qua è venerata come Madonna dell’Arco. “ Il titolo non è altro che lo storico “richiamo” – spiega de Simone - ai cittadini, utilizzato dalle associazioni dei fuijenti nei giorni della questua. “…sorè Mamma ‘e ll’Arco”. Una splendida introduzione cantata da Buonocore, con uno dei suoi testi che raccontano di Sant’Anastasia con passione, segando i tempi musicali, cosi come sottolinea il regista da “con un sound mediterraneo e coinvolgente”. Sul palco i vari artisti, molti giovani e tutti anastasiani, hanno dato anima a quadri dei racconti legati alla santissima, come la rivisitazione del racconto di “ Cazzola” alla quale caddero i piedi per le imprecazioni dette. Emozionato, oltre ai presenti ed ai giovani, artisti anche il cantautore Mikele Buonocore: “Che esperienza! Ci stanno invitando a ripeterla. Sono contento d’aver lavorato con i Giocondi e di aver dato le canzoni del cd A Maronna ’e ll’Arco e ’e fujenti per questa opera scritta dal regista Luigi de Simone. Provo sempre emozioni intense nel lavorare con i giovani, è sempre importante, ti fanno capire veramente le cose come stanno. Posso dire che è bello lavorare insieme per un unico scopo, quello di rivalutare il territorio”. A fine spettacolo la comunità dei Domenicani ha consegnato in forma di ringraziamento al regista De Simone, al cantautore Buonocore, alla coreografa Esposito ed a Salvatore Giordano, una targa. Gli applausi dei presenti, le testimonianze e le richieste di riproporre l’opera, hanno dichiarato vinta la sfida offerta gratuitamente al loro paese da questi giovani anastasiani.
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