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Saviano. Concluse le festività natalizie

Per le fotografie si ringrazia Carmen Tufano.

venerdì 17 gennaio 2014

SAVIANO - In occasione della ricorrenza del Santo Natale, due sono state le principali iniziative organizzate dalla Parrocchia S. Giovanni Battista in Saviano, l’uscita collettiva con meta Cava de’ Tirreni e Salerno e la tombolata animata e interattiva, entrambe realizzate grazie soprattutto al carisma e allo spirito d’intraprendenza che contraddistingue Don Salvatore Feola, parroco della frazione del paese vesuviano, e i suoi fedeli.

Nel primo pomeriggio di venerdì 27 dicembre 2013, un folto gruppo di pellegrini si è recato alcinquecentesco Santuario francescano di San Francesco e Sant’Antonio presso Cava de’ Tirreni (ricostruito dopo il sisma irpino del 1980), celebre per ospitare il turibolo (detto anche incensiere o indicato col termine spagnolo botafumeiro) più grande del mondo, in rame cesellato bagnato in argento, dalle dimensioni di 1,60 metri di altezza e un peso complessivo di 85 kg. Caricato con più di 13 chilogrammi di incenso misto a carbone, viene utilizzato poche volte l’anno, durante le liturgie eucaristiche più rilevanti (messa di Natale, di Pasqua, Immacolata Concezione), quando, issato da dieci persone per mezzo di uno spesso cordone e fissato ad carrucola posta sul soffitto della navata centrale, viene fatto oscillare in direzione longitudinale lungo il corridoio centrale del edificio consacrato, incensando l’intera costruzione. I parrocchiani siricani hanno visitare anche la prestigiosa biblioteca, inaugurata ufficialmente nel 1544, sita nel lato destro del matroneo della chiesa superiore e intitolata al filosofo, teologo e beato scozzese Duns Scoto, che ospita circa 20 mila volumi, tra cui spiccano due antichissimi dizionari italiano-cinese e italiano-arabo e un atlante geografico stampato a Napoli nel 1766.

Dopodiché gli gitanti hanno ammirato le Sante reliquie di San Francesco d’Assisi e Sant’Antonio da Padova nella “casa dei pellegrini”, luogo di assistenza spirituale, esposte ogni 13 del mese nella chiesa superiore per la venerazione dei fedeli, e, spostatisi nella cripta, due nicchie che accolgono i reliquiari di San Pasquale e dei dodici apostoli ed una meravigliosa statua raffigurante il Beato Papa Giovanni Paolo II inginocchiato e assorto in preghiera. Infine, tappa al convento francescano e al relativo chiostro con porticato, che si apre a strapiombo sull’incantevole vallata Metelliana.

Prima di lasciare Cava vi è ancora tempo ed è d’obbligo la tappa al presepe monumentale, realizzato su una superficie di mille metri quadrati, permanente e stabile 365 giorni all’anno, con pastori di notevole fattura risalenti al Settecento e all’Ottocento, tra cui molte sculture del cavense Alfonso Balzico: procedendo nelle ampie sale si incontrano diverse scene quali l’Annunciazione, la Natività, l’altare della Natività e la mangiatoia dove nacque il figlio di Dio, così come si presentano oggi a Betlemme, il presepe orientale a confronto con quello classico e tradizionale napoletano di fine ‘700.

Degne di nota una preziosa quanto rara collezione di statuette raffiguranti animali, contadini a lavoro, pastori e altri mestieri dell’epoca, databili ai primi anni dei 1600, e tre colossali statue, quasi a grandezza d’uomo, dei Re Magi con i loro cavalli e musici. La tradizione del presepe monumentale è stata conservata negli anni dai frati francescani del convento che, seguendo il paradigma del fondatore del loro ordine, s’impegnano di anno in anno ad ampliare sempre più la struttura presepiale, con opere realizzate artigianalmente anche dagli stessi conventuali.

Per i più piccini vi è stata la sosta al “Villaggio di Babbo Natale” e al “Mercatino di Santa Claus”, dove i bambini hanno potuto vedere un vero e proprio polo nord in miniatura: la slitta e le renne, fedelmente ricostruite, la fabbrica dei regali, la casa del vecchietto Nicolas dalla barba canuta. Al calar del buio, Don Salvatore e il suo gruppo si trasferiscono a Salerno, a godere lo spettacolo delle tanto rinomate “Luci d’Artista”, istallate nel mese di novembre 2013 e che rimarranno accese sino a fine gennaio 2014. Il tema di questo anno è “Neve di Primavera: fiori, stelle e miti”: passeggiando per le strade e i vicoli della “Citta illuminata”, la comitiva di savianesi ha modo di apprezzare le creative e fantasiose luminarie. Oltre alle tradizionali composizioni di carattere natalizio (l’albero di Natale gigante a piazza Portanova, la slitta di Babbo Natale a piazza Giancamillo Gloriosi, l’albero di sfere a piazza Monsignor Grasso), sono tre i temi principali dell’edizione 2013: il MITO, il SOGNO, il TEMPO. Due leinnovazioni più rilevanti: una alla Villa Comunale, ove il "Giardino incantato" si trasforma in un ambiente degli abissi marini (meduse, delfini, cavallucci e stelle marine adornano l’immenso parco), e una seconda novità sul lungomare Trieste, ove, insieme agli stand dei mercatini di Natale con degustazioni di prodotti enogastronomici locali, compare sulla scogliera nei pressi di Piazza Cavour una colonia di pinguini animati proveniente dall’Antartide.

Non mancano, come di consueto, le opere di artisti della luce: il "Mito" di Nello Ferrigno è collocato in via Velia, "Cyrcus" di Luca Pannoli illumina via Diaz e strade limitrofe, "Mosaico" di Enrica Borghi in alcune delle vie del centro storico cittadino; completano le installazioni artistiche due opere a sfondo religioso di Edoardo Giannattasio: "La Madonna col Bambino" al Complesso di Santa Sofia e "L’Annunciazione" alla Chiesa del Sacro Cuore. Le vie del centro storico, del corso Vittorio Emanuele e della zona portuale sono, invece, ornate con istallazioni varie: lanterne magiche, Aladino e i tappeti volanti, mosaici, angeli e sfere luminose, i “colori dell’autunno”, il “giardino d’inverno”, la regata. E, per concludere, l’opera simbolo che, come di consueto, è installata in Piazza Flavio Gioia: una raffigurazione della primavera di Botticelli. Il tema della primavera torna, poi, in diverse zone cittadinegrazie alla presenza nelle strade del ciliegio, altra figura chiave di questa edizione.

Neppure il tempo di ritornare a casa e nella serata del giorno seguente, sabato 28 dicembre 2013, i bambini, i ragazzi e gli adulti di Sirico sono stati impegnati nella tombolata animata e interattiva. Folto il numero di partecipanti alla classica cabala napoletana che hanno tentato la fortuna, cercando di aggiudicarsi i premi simbolici offerti da Don Salvatore. Tra un terno e una quintina la serata è stata allietata con vari momenti di intrattenimento che hanno visto protagonisti i ragazzi del gruppo giovani e giovanissimi dell’Azione Cattolica: il coro parrocchiale ha intonato canti religiosi e non (Caro Gesù ti scrivo, Tu scendi dalle stelle, Fermarono i cieli, Luce, Dio si è fatto come noi, A Natale puoi), i bambini del catechismo hanno recitato e declamato alcune poesie, il gruppo di recitazione (composto da Salvatore Tufano, Maria Scotti, Alfonsina Sabatino e Sabatino Ambrosino) ha portato in scena lo sketch Annunciazione tratto da “La Smorfia” del celebre trio Troisi-Arena-De Caro, che ha suscitato ilarità nella platea, una ragazza del gruppo giovani, Valentina Giugliano, ha letto un messaggio sul significato autentico e profondo del Natale.

Dopo la proiezione di un video filmato che ripercorreva l’anno 2013, rievocando i momenti parrocchiali e comunitari più importanti, la serata si è conclusa con un momento più spirituale,la rievocazione vivente della Natività: il ruolo della Madonna è toccato a Melania Perretta, che ha attraversato il corridoio centrale della chiesa recando tra le braccia Gesù Bambino benedetto dal vescovo di Nola, esibendolo ai astanti, che, in segno di devozione, lo carezzavano e baciavano.

Per concludere le festività natalizie nel migliore dei modi (L’Epifania tutte le feste porta via), Don Salvatore non ha fatto mancare, come sua consuetudine, in occasione della festa della Befana, un omaggio a tutti i suoi parrocchiani, a cui è andato in dono un sacchettino contenente caramelle, dolciumi ed altre leccornie.

Per le fotografie si ringrazia Carmen Tufano.

A cura di Saverio Falco

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