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Saviano – Teatro Auditorium - Opera portata in scena: “Clik “del gruppo teatrale “La Carovana”

Notevole il consenso di pubblico che ha apprezzato la storia narrata.

lunedì 16 dicembre 2013

Saviano – Una commedia molto interessante porta in scena dal gruppo “La Carovana” per la regia di Giovanni De Filippis. Titolo dell’opera sintetizzato in un’unica parola “ Clik ” un esilarante commedia scritta da Ciro Ceruti e Ciro Villano.

Notevole il consenso di pubblico che ha apprezzato la storia narrata. Presente tra in platea tra gli spettatori, uno degli autori. Una storia narra le vicende, alquanto complesse, di una famiglia, di tre fratelli, un sacerdote e due sorelle, che vivono tutte le contraddizioni che possono presentarsi e che vanno affrontate quotidianamente.

Inoltre è la vicenda di due fotografi che si ritrovano a dovere fare i conti con due problemi gravissimi. Cosimo e Damiano questi i nomi dei protagonisti. Un gioco di equivoci, di credenze, di situazioni al limite del paradossale. Un intreccio di situazioni che conferiscono dinamicità scenica, una concatenazione di eventi che riescono a conferire anche e soprattutto comicità, interesse, riflessione. La trama muove, dopo la proiezione di alcune foto introduttive con commento di sottofondo, da un preparativo per un imminente matrimonio e dalla dimenticanza di inviare le partecipazioni, gli inviti.

La futura sposa si chiama Bella; è bella solo di nome; in realtà è di una bruttezza cosmica, sia nel carattere che nelle fattezze e nel modo di proporsi. Un matrimonio di interesse, che nell’epilogo si tenta, senza riuscirvi, di celebrare in casa, con mezzi di fortuna, e senza nessun invitato per la situazione, imprevista, venutasi a costruire. Un sacerdote in scena che è fratello di altri due dei protagonisti e che sovente si rivolge alla divinità in modo ironico date le varie situazioni in cui è coinvolto in maniera non ordinaria e del tutto impreviste.

Altra coppia scenica, quella composta dallo stesso Cosimo e da una donna spagnola, sua consorte, di nome Rosario, che si dibatte nella quotidianità nella problematica, estenuante, di avere un erede; un figlio che manca tanto e che sta divenendo un vero e proprio problema esistenziale. Per tale scopo la coppia è disposta a tutto anche a rimedi che nulla hanno di razionale: tipo il credere a determinati momenti propizi a determinati orari ed altro.

A complicare il tutto sopraggiunge un altro personaggio, una donna incinta non si sa bene di chi, di quale dei due protagonisti o Cosimo oppure Damiano, di nome Benedetta. Un dubbio che rimarrà senza soluzione, senza rivelazione al pubblico, sulla storia narrata anche quando, quest’ultima darà alla luce una bambina, e in scena calerà definitivamente il sipario sul caos scenico, logica conseguenza di tutti gli eventi narrati. Meritano citazione gli attori in scena sul palcoscenico savianese: Maria Guerriero,

Giovanni De Filippis attore e regista della compagnia, Jessica Ercole, Enzo Secce, Chiara Silvestre e infine Vincenzo Del Giudice. Ceruti e Villano, autori dell’opera vogliono con questo lavoro affrontare due temi, la paternità e il matrimonio in quanto tale; il tutto condito con comicità, equivoci, situazioni esilaranti.

Antonio Romano

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