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Scisciano. Presentata la fiaba di Giuseppe La Rezza “Secchio e la luna”

Nella Chiesa di età settecentesca, un tempo luogo di culto, tempio di Dio, oggi “tempio di cultura”, le Muse si sono date appuntamento: erano a congresso.

mercoledì 29 gennaio 2014

A scisciano, lo scorso 12 gennaio, nella Chiesa intitolata a San Giovanni Battista in Piazza XX Settembre, c’è stata la presentazione del libro “Secchio e la luna”, una fiaba di Giuseppe La Rezza, nell’ambito del progetto “Una fiaba per incontrarsi”.

Erano presenti la autorità locali nelle persone del Sindaco Edoardo Serpico e dell’Assessore alla Cultura, prof. Giovanna Napolitano, che hanno porto il loro saluto ai convenuti.

Sono intervenuti il Dottor Giuseppe Coppola, vice – presidente dell’Associazione Pediatri “Vesuvius”, che ha illustrato il progetto umanitario cui l’Associazione ha aderito; il Dottor Roberto Malinconico, psicologo- psicoterapeuta e responsabile delle Edizioni Melagrana; la Prof.ssa Andreana Angora.

Ospiti straordinari della serata il Maestro Ciro Perris con la sua chitarra e Annalisa De Caro che, con la sua vibrante voce, ha deliziato tutti interpretando due canzoni classiche napoletane.
Ha moderato il Preside Prof. Antonio Mucerino.

Nella Chiesa di età settecentesca, un tempo luogo di culto, tempio di Dio, oggi “tempio di cultura”, le Muse si sono date appuntamento: erano a congresso.

Musica, letteratura, recitazione e pittura si sono fuse e intrecciate in un meraviglioso fantastico connubio ed hanno accompagnato i convenuti in magici, incantevoli e suggestivi nonché interessanti e profondi momenti di riflessione, di dialogo e di dibattito.

La Prof.ssa Angora, che ha curato la prefazione della fiaba, nel suo intervento ne ha messo in risalto la valenza pedagogico - didattica.

“Fiaba originalissima – sottolinea la relatrice - non adattamento di una fiaba tradizionale, ma fiaba d’autore.
La trama è tessuta sui fili della fabula, su uno sviluppo logico - cronologico tipico proprio di questo genere letterario. Non ci sono castelli misteriosi, principi e principesse, maghi e fate ma ugualmente si respira un’aria di incanto e di magia.

La storia è ambientata in un paesaggio reale, un giardini ben curato in cui si muovono ed agiscono personaggi fantastici. Animali, piante, fiori, oggetti come per incanto si animano, quindi agiscono, pensano, riflettono, argomentano.

Il protagonista, Secchio, da tempo non può vedere più la luna riflessa nelle acque del pozzo sul quale lui è sospeso, agganciato alla carrucola, perché Vaso occupa la bocca del pozzo. Per questo motivo si ammala, si deprime.

Tutte le creature del giardino, capitanate dalla lucertola Lina, organizzano un piano terapeutico per aiutare Secchio. Il piano fallisce.

Sarà l’arrivo improvviso di due innamorati a liberare la bocca del pozzo spostando Vaso. Secchio preso dal forte desiderio di abbracciare Luna si tuffa nel pozzo. Ma, essendo ormai vecchio e pieno di acciacchi, muore.

“Questa fiaba, – continua ancora la Prof.ssa Angora - come quelle classiche della cui lettura o ascolto abbiamo fruito quando eravamo piccoli, racchiude varie sfaccettature della vita dell’uomo e fornisce istruzioni per vivere.

Secchio può essere considerato come il simbolo di quella umanità ingenua e credulona che si fida ciecamente di chi promette “la luna nel pozzo”, diventando vittima di inganni e false promesse.
Secchio ci insegna che, ad inseguire false chimere e rincorrere gioie effimere, ci si ritrova delusi e perdenti.

Questi sono dei messaggi incisivi, efficaci per i ragazzi e i giovani di oggi che, spesso, disorientati e confusi, si lasciano intrappolare ….

Trovandosi davanti la fiaba di Giuseppe La Rezza viene spontaneo chiedersi: ancora oggi si scrivono fiabe?

Si, certo; perché la fantasia e l’immaginazione non hanno tempo.
Si, certo; perché, forse, oggi più che mai abbiamo bisogno di stimolare la creatività per uscire dal grigiore e dalle indifferenze della vita quotidiana.

Il La Rezza recupera e restituisce all’uomo la parte migliore di sé, il mondo dei sentimenti, della fantasia, liberandolo dalle catene che lo imprigionano nella grigia quotidianità e nell’automatismo della vita di oggi.

Il tema della serata era “una fiaba per incontrarsi”, ma varrebbe la pena di aggiungere “una fiaba per ritrovarsi”, per ritrovare se stessi, il proprio io e ritrovarsi nel calore della famiglia.
I capolavori fiabeschi, - ha concluso la relatrice - che costituiscono la letteratura infantile, spesso sono ignorati. Mi riferisco alle opere dei fratelli Grimm, Andersen, Perrault, il nostro Collodi, i moderni come Calvino ed altri.

Essi restano invece un patrimonio culturale di straordinario valore di cui dobbiamo riappropriarci, soprattutto oggi, quando non esistono più momenti di raccoglimento intorno ad un focolare con la presenza di una persona anziana, quando la televisione, internet ed altro invadono il nostro tempo libero.

Leggendo, raccontando, citando una fiaba popolare riscopriamo speranze e ottimismo, in un momento di particolare smarrimento e crisi dei valori nella nostra società.

Recuperiamo, quindi, le tradizioni, la famiglia unita, la memoria delle nostre radici, gli anziani, i loro racconti, le loro massime, la loro saggezza, in poche parole.. c’era una volta ”.. o meglio ancora ..“nce steva na vota!”

La relazione della Prof.ssa è stata preceduta dalla lettura animata dell’incipit della fiaba da parte di due giovani attori amatoriali: Anita La Rezza e Luigi Ambrosino, i quali hanno, altresì, intervallato la relazione con la lettura di altri passi significativi, ai fini del messaggio educativi promanante dalla fiaba.

Il libro si correda di un ricco ed articolato apparato didattico curato dalla stessa prefatrice. E’ arricchito, inoltre, da una piacevole veste grafica con caratteri grandi e si illumina con immagini dai colori corposi e intensi che nelle forme riproducono l’incanto e la magia della fiaba. In delicate pennellate i colori si stendono e si sfumano nei contorni.

Sono i pregevoli acquerelli di Laura Mucerino, giovane artista emergente sciscianese, laureanda all’Accademia di Belle Arti di Napoli, che vanta già la partecipazione a due mostre: “I quattro elementi della Natura” presso la Galleria del giardino dell’Accademia di Belle Arti di Napoli nel Giugno del 2013 e “Emozioni sonore. L’impatto emotivo della Musica nelle Arti figurative” presso il Palazzo Baronale di Avella nel Dicembre 2012. Qui la sua arte è stata giudicata “impulsiva e dinamica, esplosiva nei colori, e capace di dare forma, colore e movimento a tutto ciò che la materia può offrire in tutte le sue forme”.
Sua è anche la copertina della collana “La storia di Scisciano attraverso le sue famiglie”, realizzata con la tecnica del carboncino.

La serata si è conclusa con la magistrale recitazione, da parte del Preside Mucerino, della poesia in vernacolo “Nce steva na vota!” ispirata dalla fiaba.

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