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Strage di Monteforte, il tragico destino di Ciro Lametta autista del bus

mercoledì 31 luglio 2013, di Gaetano Palumbo

Ciro Lametta aveva 44 anni, era un autista di scuolabus che ha passato un’intera vita a trasportare bambini e ragazzi da casa a scuola. Insieme al fratello Gennaro, era titolare della Lametta Trasporti: lui si occupava principalmente di trasporto scolastico e all’occorrenza di viaggi turistici. Le origini del suo lavoro passano attraverso il trasporto dei ragazzi della scuola media statale Salvatore Di Giacomo. E’ da qui che Ciro cresce lavorativamente e riesce ad affermarsi nel settore dei trasporti, affiancando poi il fratello Gennaro nell’impresa di famiglia. Ci raccontano di un uomo tranquillo, che ha sempre lavorato in questo settore con grande professionalità. Un uomo di cui ci si poteva fidare. Altre persone molto vicine a lui ci hanno raccontato che Ciro gli avrebbe confessato che non sarebbe dovuto essere lui a guidare quel bus, ma il fratello Gennaro, che per altri impegni non poteva essere lui il conducente del bus "maledetto".
Il destino quindi ha deciso per lui come nella maggior parte dei casi. Alcuni sopravvissuti raccontano che Ciro si era accorto del guasto alla trasmissione del bus che impediva di frenare il convoglio e che quindi ha cercato disperatamente di fermare il bus facendolo andare contro le barriere che delimitano la carreggiata, fino allo schianto finale sulle protezioni di cemento che hanno ceduto ed hanno fatto si che Ciro Lametta ed i suoi passeggeri precipitassero per 22 metri nel vuoto fino ad atterrare nella foschiglia adiacente alla strada. La figlia di Ciro ha saputo del tragico evento solo ieri intorno alle 18.30, quando è scesa dall’aereo che la riportava in Italia dalla Spagna dopo una vacanza. Il triste compito di spiegare l’accaduto è toccato alla moglie. Il fratello di Ciro, Gennaro, alla notizia dell’incidente si è sentito male ed è stato ricoverato in ospedale. Ripresosi, ha dichiarato "Sono morto anch’io. Avrei voluto esserci anch’io su quell’autobus ". Oltre al danno la beffa sia per Ciro che per i familiari che devono aspettare ancora molto prima di riabbracciare la salma per darle una degna sepoltura, dato che il corpo è stato sequestrato dalle forze dell’ordine per eseguire l’autopsia sul cadavere per accertare che il conducente non abbia avuto un malore che avrebbe potuto scatenare la tragedia, anche se questa ipotesi è già stata smentita dai pochi sopravvissuti che hanno speso solo parole per l’autista Ciro Lametta.

di Gaetano Palumbo

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