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Stragi sulla 268. Domenica a Ottaviano consiglio congiunto dei Comuni. Il mondo politico: Subito lavori o va chiusa

mercoledì 8 gennaio 2014, di Patrizia Panico

AREA VESUVIANA-STATALE 268. Dopo il bilancio gravissimo sulla statale 268 a seguito di uno scontro tra due auto, che ha causato la morte sul colpo di quattro persone, il mondo politico e istituzionale si interroga di nuovo sul da farsi. Parte dal dal Comune di Ottaviano, guidato da Luca Capasso l’iniziativa di un consiglio comunale congiunto dei Comuni della Statale 268.

Domenica 12 gennaio alle 10,30, presso l’aula magna dell’istituto scolastico “De’ Medici” in via Zabatta, ad Ottaviano, si riuniranno i consigli comunali dei Comuni di Ottaviano, Volla, Pomigliano d’Arco, Cercola, Pollena Trocchia, Sant’Anastasia, Somma Vesuviana, Nola, San Giuseppe Vesuviano, Terzigno, Poggiomarino, Boscoreale e Boscotrecase per discutere della problematica della strada statale 268.

A riferirlo è il sindaco di Ottaviano, Luca Capasso, che aveva annunciato una iniziativa congiunta per affrontare le questioni della strada statale del Vesuvio, troppo spesso teatro di incidenti mortali. “Faremo il punto della situazione ma, soprattutto, cercheremo di produrre una proposta concreta per affrontare in maniera energica e in tempi rapidi tutti i problemi della 268, dalla sicurezza ai lavori per l’allargamento attualmente fermi”, spiega Capasso

Intanto non mancano le voci, giunte bipartisan, dalle diverse aree politiche, che all’unisono concordano sulla chiusura della ss 268 del Vesuvio se resta nelle attuali condizioni precarie. Dai Verdi: "O il Prefetto decide di chiuderla e obbligare l’ Anas a fare i lavori dovuti o va pattugliata 24 ore su 24", dichiara Francesco Emilio Borrelli. "Tredici morti in 11 mesi sono un bollettino di guerra. E’ anche una via di fuga dal Vesuvio ma causerebbe una strage. Vertice dal Prefetto non si risolva in un nulla di fatto come è avvenuto nel febbraio 2013".

"I funerali strazianti di ieri per le ennesime vittime della strada di sangue - dichiarano il leader degli ecorottamatori Verdi Francesco Emilio Borrelli ed il responsabile dei Verdi di Somma Vesuviana Salvatore Esposito - non possono lasciare indifferenti le istituzioni. Non esistono vie di mezzo per affrontare il dramma della 268. O il Prefetto decide di chiuderla e obbligare l’ Anas a fare i lavori dovuti oppure bisogna pattugliarla e riempirla di autovelox, dissuasori di velocità e una segnaletica molto avanzata e luminosa. Già nel febbraio 2013 a seguito di un altro drammatico incidente Carabinieri, Anas, polstrada, Amministrazioni comunali e vigili si confrontarono in Prefettura ma da quel super vertice ad oggi non è cambiato nulla. Negli ultimi 11 mesi ci sono stati 13 morti. Un bollettino di guerra per una strada che dovrebbe essere addirittura una via di fuga in caso di emergenza Vesuvio".

Per Nello Di Nardo, segretario regionale dell’Italia dei Valori, la statale 268 attualmente non rappresenta una via di fuga in caso di rischio Vesuvio: "Macché, è una via di morte. Inutile, il suo commissariamento. La priorità è la messa in sicurezza della 268, con il completamento di lavori che si stanno aspettando da troppo tempo".

"Occorre un impegno concreto di tutti gli attori coinvolti nella gestione e nella manutenzione di una strada che, così com’è, non serve a niente, se non a produrre morti”, prosegue Nello Di Nardo, in relazione all’ipotesi di commissariamento della statale 268, avanzata all’indomani dell’ennesima strage stradale che si è consumata nei comuni vesuviani.

“Non vorrei che la nomina di un commissario ad hoc- continua Di Nardo- si trasformasse in un facile alibi per chi ha il dovere istituzionale di controllare la statale e renderla sicura, a partire dall’Anas. Nel dibattito nato dopo l’ennesimo incidente mortale ho sentito dire che è impossibile chiudere la 268, così come chiesto dagli amministratori locali, perché si tratta di una via di fuga in caso di eruzione. Sulla carta sarà pure vero, ma di fatto la 268 non assomiglia neanche lontanamente a una strada degna di questo nome: cumuli di rifiuti sul lunghi tratti, nessun dispositivo efficace per monitorare la velocità dei veicoli, controlli assai scarsi. Invece che pensare a un ulteriore livello di governo, quale sarebbe un commissario ad hoc, ognuno faccia la propria parte per dare sicurezza alla 268 e alle centinaia di cittadini che la percorrono ogni giorni e che mettono, loro malgrado, a repentaglio la propria vita”.

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