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Terra dei Fuochi, Di Nardo, Idv: Non basta solo l’Esercito. Messina: I beni confiscati per le bonifiche

giovedì 16 gennaio 2014, di La redazione

NAPOLI. “Bene l’impegno del prefetto di Napoli Francesco Musolino a vigilare in modo rigoroso e concreto sulle bonifiche nella Terra dei Fuochi: il censimento delle società specializzate in questa attività deve servire a tenere fuori qualsiasi infiltrazione criminale. Gli appalti non devono trasformarsi nell’ennesimo affare per la camorra. Soltanto attraverso il perfetto funzionamento della filiera istituzionale queste terre martoriate da criminali senza scrupoli potranno ritornare alla normalità”.

Lo afferma Nello Di Nardo segretario regionale di Italia dei Valori, commentando le dichiarazioni del prefetto di Napoli, che continua: “L’esercito da solo non basta. Il suo impiego è un tassello importante per contrastare il triste e pericoloso fenomeno dei roghi, ma non può essere l’unico perché il ritorno a condizioni di piena vivibilità richiede non soltanto misure eccezionali. Serve piuttosto che riprenda il funzionamento ordinario di ogni attore coinvolto nel processo di smaltimento dei rifiuti, a partire dalle istituzioni. In questo senso vanno le indicazione del prefetto il cui lavoro va accompagnato con la responsabilità di tutti”.

“Abbiamo accolto con piacere la decisione di destinare i fondi confiscati alle mafie alle bonifiche nella Terra dei Fuochi. In questo senso andava la nostra proposta avanzata già da tempo”. Lo dichiara Ignazio Messina, segretario nazionale di Italia dei Valori, che continua: “Ma adesso serve fare un passo in più: i beni delle mafie vanno venduti ed è per questo che stiamo lavorando a un progetto di legge di iniziativa popolare. Quei beni valgono almeno 80 miliardi di euro, molto più che una finanziaria. Per la bonifica di tutti i territori martoriati dagli sversamenti illegali di rifiuti servono risorse più che consistenti, come dimostra la straordinaria drammaticità che segna le vicende della Terra dei Fuochi tra Napoli e Caserta.

Ancora oggi arrivano notizie di una falda acquifera contaminata dopo l’illegale sversamento di rifiuti di ogni genere in una ex cava a Maddaloni, nel casertano. Non vogliamo che la criminalità organizzata vinca due volte: prima massacrando i territori, poi accaparrandosi le gare d’appalto per le bonifiche. Servono tanti soldi,prendiamoli alle mafie vendendo i loro beni”.

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