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Truffa per i loculi al cimitero, arrestato dirigente comunale

venerdì 4 ottobre 2013, di Gabriella Bellini

Tre persone agli arresti domiciliari, 18 già rinviate a giudizio, in tutto 30 indagati per un’inchiesta su una truffa riguardante la compravendita di terreni e costruzioni di cappelle gentilizie nel cimitero di Caserta. Ad oggi oltre 50 i casi scoperti per un volume d’affari che si aggira intorno ai 2 milioni di euro. Per ogni singola pratica gli indagati avevano richieste economiche che andavano dai 20mila ai 40mila euro. Oggi tre indagati sono finiti agli arresti domiciliari, si tratta di Carmine Macrino, Alfredo Fiorillo e Filippo Della Peruta, rispondono di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici. La truffa è stata scoperta dai carabinieri delle stazioni di Caserta e Castelmorrone e della Compagnia di Caserta (guidati dal comandante, il capitano Raffaele Romano). Macrino era un funzionario del Comune di Caserta, Fiorillo e Della Peruta sono considerati “procacciatori” di clienti e quelli che alla fine realizzavano anche le cappelle.
L’indagine ha avuto inizio alla fine del 2009 a seguito di due denunce sporte da altrettanti cittadini casertani, i quali, credendo di aver acquistato secondo legge un suolo nel cimitero di Caserta sul quale erigere una cappella funeraria per i defunti della propria famiglia, si accorgevano invece che sullo stesso terreno era stata già eretta una cappella da una persona che non aveva diritti. Tra gli indagati anche altri dipendenti dei Comune di Caserta ed altre persone titolari di imprese edili
private i quali, secondo gli inquirenti, “avvalendosi del loro ruolo professionale nonché dell’incarico
istituzionale ricoperto all’interno del Comune di Caserta, circostanza idonee sia ad avvalorare le
loro proposte truffaldine sia a "coprire" gli illeciti svolgendo essi stessi il ruolo di controllori
all’interno dell’area cimiteriale casertana e con la complicità consapevole dei titolari di ditte edili
private, nonché di persone che svolgevano il ruolo di "procacciatori", venivano in contatto con
cittadini che dovendo fronteggiare l’improvvisa scomparsa di un congiunto, e ritenendo di aver
attivato una legittima procedura per ottenere la concessione cimiteriale, venivano raggirati in
quanto ricevevano falsa documentazione amministrativa ed effettivamente entravano nella
disponibilità di latto di suoli e/o cappelle”. In pratica le vittime ritenevano di aver seguito il giusto iter amministrativo e invece, inconsapevoli della falsità della documentazione loro consegnata,
elargivano ingenti somme di denaro per inesistenti cessioni di suoli cimiteriali, che
erano rimasti di proprietà dei legittimi assegnatari e non ancora utilizzati.
Un’inchiesta complessa come ha sottolineato il procuratore aggiunto della Procura di Santa Maria Capua a Vetere Luigi Gay: “Per detti fatti, per i quali sono stati complessivamente indagati oltre 30 soggetti, pende già richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di 18 persone (l’udienza preliminare è fìssata per il prossimo 9 ottobre 2013). Infatti, va rilevato che l’esecuzione della misura giunge a circa da tre anni da quando ne fu fatta richiesta da parte della Procura, in quanto la fondatezza dell’attenta ed innovativa impostazione accusatoria di quest’Ufficio proposta nella fase cautelare, a seguito di rigetto sia da parte del Gip sia da parte del tribunale del Riesame è stata riconosciuta, per la prima volta solo dalla Cassazione che accoglieva integralmente il ricorso di questa Procura e confermava la correttezza dell’impianto accusatorio”.

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