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Volla. Ex mercato ortofrutta, vertenza irrisolta. Gli operatori irrompono al Consiglio comunale

venerdì 6 dicembre 2013, di Patrizia Panico

VOLLA. Davanti al Comune lo striscione: “No alla chiusura dello storico mercato ortofrutticolo di Volla”. All’interno alta tensione: "Siamo paralizzati da una settimana senza poter vendere i nostri prodotti - grida dalla sala del Consiglio un agricoltore - abbiamo carichi di frutta e verdura rimasta invenduti da giorni e a casa non portiamo soldi. Dobbiamo buttare in mezzo alla strada le nostre famiglie e il nostro lavoro?".

L’altra sera si è celebrato un consiglio comunale al vetriolo: l’assise convocata per discutere l’approvazione del bilancio previsionale, è stata posticipata di circa 4 ore preceduta dall’intervento “a sorpresa” dei mercatali in consiglio. Con loro, a fare quadrato, anche le loro mogli e i loro figli. E, vista la delicatissima questione lavorativa di decine di famiglie coinvolte, non mancava un ingente numero di rappresentanti delle forze dell’ordine (carabinieri, polizia e vigili urbani) per garantire l’ordine pubblico.

Ancora gravemente tesa e irrisolta la vertenza dei concessionari dell’ex mercato ortofrutticolo di via Napoli, chiuso ufficialmente il 30 novembre scorso dal Comune per decorrenza termini contrattuali. Tutti gli operatori (concessionari, commercianti e facchini) dello storico mercato (istituito negli anni Trenta) dovrebbero trasferirsi all’interno del centro agroalimentare, secondo quanto stipulato nei vecchi Accordi di programma con il Cda del Caan e il comune di Napoli (quest’ultimo azionista di maggioranza con il 66% delle quote).

Ma è ancora braccio di ferro tra i mercatali di Volla e l’amministrazione comunale guidata da Angelo Guadagno. Sebbene i concessionari dell’ortofrutta siano disposti ad aprire nuovo tavolo tecnico per la delocalizzazione al Caan con tutte le parti interessate, ora i lavoratori chiedono e "con urgenza", una proroga al Comune per poter continuare a lavorare nella sede storica di via Napoli. Sono disperati: "Non dormo da una settimana perché non so come posso provvedere alla mia famiglia".

In consiglio comunale non sono mancati gli interventi da parte di tutta l’amministrazione: maggioranza e opposizione hanno chiesto di salvare queste famiglie non solo con un tavolo urgente con il Cda del Caan ma anche di poter offrire ai mercatali una breve proroga nel vecchio mercato nell’attesa del traseferimento. Se le richieste dell’opposizione erano scontate, lo stesso non si è potuto dire dei consiglieri della maggioranza: persino il capogruppo del Pd (partito del sindaco), ha chiesto la possibilità di una breve proroga “Ai fini della delocalizzazione”.

Il sindaco si dice impossibilitato alla proroga: l’intera area, 10mila metri quadrati (secondo legge), di proprietà comunale e privati, non è più disponibile: "Occorre agire in modo legittimo e secondo le regole - dice Guadagno - voglio sedermi con i lavoratori e le maestranze del mercato al tavolo tecnico del Caan per tutelare tutti loro e riuscire a far avere le migliori condizioni ai fini della delocalizzazione ma dobbiamo agire secondo la legge".

I concessionari e i tanti piccoli agricoltori che da generazioni vivono attorno al mercato di via Napoli temono di soccombere all’interno del Caan: "Non c’è competitività per noi contro i grossi commercianti". Occorre rivedere i vecchi Accordi con nuove regole che consentano di poter lavorare in un regime leale concorrenza. Una situazione spinosa: in gioco decine di famiglie.

L’imperativo è "fare presto e bene", come hanno chiesto gli stessi lavoratori il cui futuro è fortemente in bilico.

Per la cronaca, infine, va aggiunto che a differenza della situazione dei mercatali, il bilancio è passato. Alla fine della serata, pur senza il voto dei consiglieri dell’opposizione, che hanno preferito lasciare l’aula dopo l’accesa discussione sulla vicenda del mercato, la maggioranza ha discusso gli atti del documento contabile che è stato varato. "Non ci sono le condizioni per discutere del bilancio", hanno dichiarato dai banchi dell’opposizione prima di lasciare la sala del Consiglio.

Di Patrizia Panico da Il Mattino area sud-costiera

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