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Volla. Sanità, Riabilitazione, il bilancio nel primo biennio: ok per l’utenza ma poco personale

martedì 18 febbraio 2014, di Patrizia Panico

VOLLA. Unità operativa di Riabilitazione, al Distretto sanitario 50 di Volla, il servizio il prossimo 17 febbraio compirà due anni e fa un bilancio sulle attività svolte all’utenza: “La nostra risposta è buona ma si lavora il triplo senza organico a sufficienza”, dice il dirigente dell’Unità operativa dell’assistenza riabilitativa Antonio D’Aniello.

Del resto sono i numeri quelli che contano, e, a due anni dalla riapertura dell’Unità di Riabilitazione, il volume delle attività si è letteralmente triplicato passando da 3mila 358 istanze giunte al protocollo nel 2012, a 9mila 319 alla fine dello scorso anno. Non solo. Le liste di attesa per le diverse tipologie di assistenza (dalle terapie alla richiesta di presidi e ausili sanitari) si attestano sui 10 giorni circa. Mentre il personale è cronicamente in sotto organico: in quattro, tra il dirigente e il personale amministrativo.

Sanità in affanno, dunque, ma solo per gli addetti ai lavori. “Sono soddisfatto per il servizio reso fino ad oggi all’utenza che di anno in anno cresce - dice D’Aniello - soprattutto perché nonostante le condizioni di lavoro con un esiguo numero di personale, questa Unità riesce a soddisfare tutte le richieste che ci vengono inoltrate”.

Il Distretto 50 di Volla conta un bacino di utenti di circa 63mila abitanti ripartiti nei quattro Comuni afferenti al distretto: Volla, Cercola, Pollena Trocchia e Massa di Somma. L’attuale dotazione di organico risulta essere coperta da due infermieri, provenienti dal vecchio ospedale Apicella di Pollena Trocchia dopo la chiusura del pronto soccorso, un solo amministrativo, e, infine da meno di un anno, da un operatore tecnico computer: “Anche quest’ultimo da formare prima di passare all’area amministrativa. Si lavora in affanno”, dice D’Aniello, e quando lui non c’è la macchina rischia di fermarsi: “Di rallentare è sicuro - spiega il dirigente - sono l’unico responsabile di tutta l’Unità. Occorre necessariamente un’altra persona che assolva incarichi dirigenziali, e, non solo in caso di una mia assenza - aggiunge - dal momento che gli obblighi istituzionali quotidiani sono tantissimi”.

Senza contare la formazione dello stesso personale: “Quando l’Unità riabilitativa è stata ufficialmente operativa al pubblico - dice D’Aniello - mi sono stati affidati due dipendenti da formare ex novo poiché completamente a digiuno dell’attività di riabilitazione”. Senza contare che gli uffici erano sprovvisti anche di computer e fax, che il dirigente si è dovuto portare da casa per iniziare a lavorare.

Oggi l’Unità di Riabilitazione del distretto 50 è una macchina da “guerra”, che nonostante tutte le difficoltà serve un bacino di utenza che in meno di due anni ha triplicato le sue richieste: che possono essere di assistenza riabilitativa (richiesta di terapie), richiesta di forniture specifiche quali protesi e ausili o interventi di assistenza sociosanitaria.

Si fa molto ma occorre fare ancora “meglio”, ammonisce il responsabile dell’associazione Cittadinanzattiva, Vincenzo Sannino, che ha un ufficio proprio all’interno del Distretto: “Posso dire che la Riabilitazione di Volla è un fiore all’occhiello di questa Asl Napoli 3 sud - dice Sannino - il dirigente in circa due anni ha ripristinato la Riabilitazione ma dieci giorni sono troppi per un malato - conclude - la domanda deve essere online con risposta estemporanea”.

di Patrizia Panico de Il Mattino area sud-costiera

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