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Discarica abusiva di rifiuti speciali pericolosi nel Parco nazionale del Vesuvio. Sigilli del corpo forestale.

giovedì 18 aprile 2013, di Patrizia Panico


SOMMA VESUVIANA. C’erano carcasse di vecchi frigoriferi e lavatrici, materiale da risulta, fusti e lastre di eternit, (amianto) materiale bandito per la sua altissima pericolosità per l’ambiente ed in particolare per la salute, all’interno di un terrazzamento agricolo coltivato ad alberi da frutto, dell’area protetta del Parco nazionale del Vesuvio.

Gli uomini del Corpo Forestale dello Stato, del Coordinamento Territoriale per l’Ambiente del Parco del Vesuvio, nell’ambito dei servizi di sorveglianza del territorio, mirati alla prevenzione ed alla repressione di illeciti ambientali, hanno scoperto e sequestrato una discarica abusiva in agro di Somma Vesuviana in località Santa Maria a Castello di circa mille metri quadri.

I controlli, sono scattati, a seguito di mirati servizi di sorveglianza del territorio finalizzati alla prevenzione ed alla repressione di reati ambientali e in particolare al contrasto dello sversamento abusivo di rifiuti in aree montane.
Gli uomini del Corpo Forestale dello Stato, coordinati dal responsabile del Cta Antonio Lamberti e diretti dal Commissario Capo Giovanni Cenere, unitamente a personale della Polizia Municipale di Somma Vesuviana e ai tecnici dell’Arpac, hanno proceduto al controllo e al successivo sequestro preventivo di un’area di circa mille metri quadri, totalmente ricoperta da rifiuti speciali e pericolosi: oltre 500 metri cubi.

Tra la folta vegetazione gli agenti della Forestale, hanno rilevato anche numerose lastre di Eternit (amianto) abbandonate lungo i bordi della strada interpoderale che sono state prontamente messe in sicurezza dagli operai del Comune di Somma Vesuviana, in quanto le fibre di amianto liberate sono potenzialmente cancerogene.

Un danno ambientale di grosse proporzioni verificato all’interno dell’area protetta Nazionale del Parco Nazionale del Vesuvio, dove in breve tempo grazie a continui ed elevati quantitativi di rifiuti abusivamente abbandonati si è totalmente occluso un importante alveo di montagna creando numerosi problemi anche al deflusso delle acque meteoriche superficiali ed incidendo pesantemente sugli equilibri idrogeologici

L’area posta sotto sequestro ricade in zone sottoposte ai seguenti vincoli Legge Quadro 394/91 (aree protette), D.P.R. 05/06/1995 (Perimetrazione del Parco Nazionale del Vesuvio – zona 2), D.L.vo 42/2004 (codice dei beni Culturali e Ambientali), Legge regionale 21/03 (istituzione zona rossa) e Piano Territoriale Paesistico dei Comuni Vesuviani.

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