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Sant’Anastasia – La sentenza del Consiglio di Stato dice si all’isola ecologica nel quartiere “Romani”.

giovedì 18 aprile 2013, di Maria Beneduce


Isola ecologica: respinto l’appello di alcuni cittadini del quartiere residenziale ‘Romani’. I magistrati che hanno composto a Roma la camera di consiglio, hanno dichiarato ‘legittima’ le decisione dell’amministrazione Esposito, cosi i lavori di costruzione dell’isola ecologica proseguiranno. Il Consiglio di Stato, con propria sentenza del 16 aprile 2013, ha infatti respinto il ricorso in appello di alcuni cittadini di via Romani. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta), come si ricorderà, aveva accolto l’istanza cautelare e, per l’effetto, aveva sospeso l’esecutività della sentenza impugnata dai cittadini, fissando un’udienza pubblica per il 19 marzo scorso in cui trattare la causa nel merito e verificare le ragioni dei cittadini e dell’Ente, portando lo scorso gennaio, in attesa della sentenza, ad un fermo ai lavori al cantiere dell’isola ecologica di via Petrarca. I cittadini dei Romani avevano con il ricorso impugnato la legittimità dell’amministrazione del cambio di ubicazione dell’isola. Ripercorriamo i fatti: Il Comune di Sant’Anastasia, con delibera di G.C. n. 324 del 13 ottobre 2008, approvava in linea tecnica il progetto definitivo per la realizzazione dell’isola ecologica, localizzando il fondo da destinare alla costruzione, in località Boschetto, in adiacenza alla via Gramsci. L’amministrazione ottenne i pareri degli organi preposti: Arpac, Asl, Soprintendenza e Autorità di bacino. Nell’aprile 2009 il dirigente dell’amministrazione provinciale approvava la graduatoria, ed il progetto del sito anastasiano appariva collocato al 23° posto, potendo così beneficiare del finanziamento di € 360.281,99. E’ nell’ottobre 2010, che l’amministrazione individuava un diverso fondo di proprietà comunale, dove poter edificare la piattaforma ecologica. La zona in questione è via Petrarca, adiacente all’edificio scolastico Elsa Morante. Da questa nuova individuazione dell’amministrazione Esposito, nacque il malessere dei residenti cheli ha portati fino all’appello al Consiglio di Stato, denunciando “contrasto con la disciplina urbanistica; pericolosità per la salute degli alunni del plesso scolastico a causa dell’inquinamento ambientale derivante dall’impianto; ubicazione del sito”. In sostanza, i cittadini che decisero di ricorrere al Consiglio di Roma, impugnarono la sentenza emessa nel 2012 dal TAR Campania, Napoli, sez. I, che dichiarò “l’inammissibilità” del ricorso da loro presentato, in cui si denunciava la vicinanza alla scuola Elsa Morante, le presunte lesioni per potrebbero ricadere su chi frequenta la Morante e la mancanza da parte dell’amministrazione di una valida giustificazione sul cambio di indirizzo ( da via Gramsci a via Petrarca) per la realizzazione dell’isola nella zona Boschetto, definita area turistica per la vicinanza della medesima al Santuario di Madonna dell’Arco. Come conseguenza l’amministrazione anastasiana si costituisce in giudizio a novembre del 2012, sottolineando ai magistrati che “la scelta di cambiare l’ubicazione è legata a ragioni di carattere tecnico – sottolineando - che l’isola ecologica rappresenta un’attrezzatura di carattere generale, non in contrasto con la normativa del piano regolatore datato1994, e che oggi, per i vincoli scaduti, vedono la zona rientrare nelle cosi dette zone bianche. Un sito, quello di via Petrarca, ottimo per la posizione viaria, e che per il ‘regolamento di gestione rifiuti’ redatto dall’Ente, non presenterebbe alcun rischio per la salute”. Ora, sulla base delle prove esaminate dal Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta), sono respinte le lagnanze dei cittadini dei Romani, dando all’amministrazione Esposito le condizioni di ‘legalità’ sulle quali sarà costruita la piattaforma ecologica, tipologia B3. Un atto definitivo che non ha accolto nessun motivo esposto dai residenti, che anzi avrebbero dovuto opporsi con “tempestiva impugnazione” alla delibera comunale che stabilì, nel 2011, il cambio dell’ubicazione a via Petrarca, e dimostrare la pericolosità dell’isola ecologica sulla “concreta compromissione del diritto alla salute ed all’ambiente, nonché provare che la costruzione dell’isola ecologica avrebbe portato ad un deprezzamento delle case di loro proprietà. La sentenza del Consiglio di Stato ha chiarito che l’appello dei cittadini è infondato “stante l’inammissibilità dell’originario ricorso per difetto di interesse ad agire e la sua improcedibilità per carenza sopravvenuta di interesse” e non ha trovato nel comportamento dell’Ente, come sostenuto dalla difesa degli avv. Colantuoni e Liguori, nessun elemento da contestare, perché l’isola ecologica da costruire non prevede il conferimento di rifiuti pericolosi, non danneggia l’ambiente e la salute dei residenti, non avrà un traffico tale da disturbare le lezioni della scuola ed è inserita in un contesto urbanistico “baricentrico rispetto l’ambito territoriale servito e di facile accesso in ragione della rete viaria che la circonda”.

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