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Somma Vesuviana, le difficoltà del Pd non sembrano essere solo nazionali, ma anche locali

sabato 20 aprile 2013


Somma Vesuviana. La notizia arriva a tarda serata con la riunione ancora in corso: Bersani si è dimesso da segretario nazionale. Alcuni militanti escono dalla sezione del Pd di piazza Vittorio Emanuele III alla ricerca di conferme della notizia. Fuori dal Pd c’è vita. Il pub Old Square ha compiuto un anno. Paghi una birra, l’altra te la offre Alfonso, il giovane titolare del locale a caccia dei bicchieri che velocemente si svuotano. Dicevamo del Pd. Dentro c’è una riunione organizzativa nella quale si commenta l’affidamento del simbolo del Pdl a Paola Raia e nella quale si dovrebbe ragionare della lista da presentare e del programma da stendere. Ci sono alcuni dirigenti. C’è Gino Cimmino, il segretario provinciale che vorrebbe rianimare il malato, ci sono i Mocerino ed i Cimmino. C’è Crescenzo De Falco, Gianni Piccolo, il tesoriere della sezione Tommaso Ottaiano. Arriva anche Giuseppe Auriemma, il candidato sindaco. C’è perfino una delegazione da Sant’Anastasia capeggiata da Grazia Tatarella. Chi manca però è Pietro Allocca, il segretario cittadino alla sua seconda assenza ad una riunione in meno di una settimana (due indizi fanno una prova?). Con lui assente anche Enzo Romano. Non c’è entusiasmo e la sensazione la puoi tagliare con un coltello. La candidatura della Raia potrebbe spegnere l’ultima speranza di costruire un centrosinistra che possa avere qualche chance per arrivare al ballottaggio. Cosa faranno Udc e Polis? Cosa farà Centro Democratico il cui leader cittadino, Peppe Nocerino, è legato da un rapporto fraterno (ed in passato anche politico) con i Raia? Le domande affollano le menti dei militanti angosciati di fronte all’occasione mancata di riprendersi in mano il governo cittadino dopo sette anni di “allocchesimo”. La ferita di Umberto Maione è ancora aperta. Il medico, dopo essersi candidato in consiglio comunale, alle provinciali ed al Senato si aspettava maggiore considerazione nella partita per la nomina del candidato sindaco dei dem cittadini. Con lui anche altri elementi dell’ex Margherita, da Franco Coppola a Salvatore Rancella, che col Pd sembrerebbero, in questa fase, aver tagliato i ponti. E l’emorragia di voti si sente, Gino Cimmino annusa l’odore del sangue fresco che potrebbe far affogare la sua sezione il giorno dopo le elezioni. Antonio Mocerino sembrerebbe essere rientrato. Il giovane era andato in avanscoperta per tentare di capire se poteva fare una manovra di disturbo lavorando ad una lista dei Giovani Democratici. E’ rientrato subito certo, ma per uno che entra due potrebbero uscirne. Il partito fluido si sta sciogliendo sotto i colpi della leadership debole di Pietro Allocca, vero peones del centrosinistra cittadino. La sua figura politica è agonizzante. Dopo mesi di trattative in cui il suo nome non figurava tra quelli della delegazione ufficiale del Pd è stato scaraventato nella tana di Udc e Polis insieme a Cd e Somma Attiva più Giuseppe Auriemma. Quale carta si sia giocato per tentare di convincere i due futuribili alleati non è dato saperlo. Resta però l’impressione che questo centosinistra sia in affanno e logoro da anni di lotte intestine, di veti incrociati e di tattiche sbagliate. Il tutto per la gioia di un centrodestra che, paradossalmente, ad oggi, puoi permettersi anche la più grande e clamorosa spaccatura degli ultimi dieci anni di politica cittadina portando al ballottaggio almeno uno dei suoi tre candidati sindaco d’area.

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