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Pace e impegno sociale, le conferenze di Thich Nhat Hanh monaco candidato al Nobel

lunedì 17 marzo 2008, di Ferdinando Gaeta


NAPOLI. Dal 28 al 29 marzo, al Multicinema Modernissimo e al Teatro Augusteo, serie di conferenze del monaco buddhista Thich Nhat Hanh, una delle figure più rappresentative del movimento pacifista mondiale. Promotori dell’evento sono le organizzazioni Plum Village, Essere Pace, L’arte della Felicità e Progetto Pace Napoli. Thay, come viene affettuosamente chiamato il religioso vietnamita, inizierà la sua visita venerdì 28 marzo alle 9.30 dialogando con gli studenti al Modernissimo e la concluderà all’Augusteo, sabato 29 alle ore 10.00, con un “incontro aperto a tutta la città” a cui seguirà una “meditazione camminata” a piazza del Plebiscito. In questi incontri e conferenze però, Thich Nhat Hanh non parlerà di buddhismo. Il suo, non è un messaggio religioso ma di pace. Un messaggio che accoglie e rispetta i diversi orientamenti e credi. Non a caso, nel 1996, in seguito alla pubblicazione di “Budda vivente Cristo vivente”, il Centro Francescano Internazionale di Studi per il Dialogo tra i Popoli gli ha attribuito il Premio Internazionale “San Francesco e Chiara d’Assisi”. Giusto riconoscimento per chi, come lui, ha sempre vissuto la pratica spirituale come impegno sociale e politico per la pace, convinto che il cambiamento sociale può essere fondato non sulla guerra e l’odio ma sull’impegno, la responsabilità e l’amore. Nel 1964, durante la guerra del Vietnam ha rinunciato all’isolamento monastico per aiutare il suo popolo dando vita a uno dei più significativi movimenti di azione nonviolenta del secolo. Insieme a un gruppo di professori e studenti universitari, ha fondato la Scuola dei Giovani per il Servizio Sociale per insegnare l’arte di aiutare gli altri, a partire dalla capacità di vedere con chiarezza, sentire in profondità e trasformare, prima di tutto, sé stessi. E così, gruppi di laici e monaci andavano nelle campagne per creare scuole, ospedali e per ricostruire i villaggi bombardati, subendo attacchi da entrambi i contendenti, che li ritenevano alleati del proprio nemico. Per questo motivo, Thich Nhat Hanh è stato esiliato e soltanto nel 2005, su invito ufficiale del governo vietnamita, ha potuto rivedere per pochi mesi il suo Paese. Dal 1966 è costretto a vivere in Francia ma ogni anno tiene in tutto il mondo conferenze e ritiri a cui partecipano migliaia di persone. Nel 1967 mentre si trovava negli Stati Uniti, è stato candidato al Nobel per la pace da Martin Luther King, che dopo averlo incontrato ha preso pubblicamente posizione contro la guerra in Vietnam. Due anni dopo, ha dato vita alla Delegazione di Pace Buddhista che ha partecipato alle trattative di pace di Parigi. Non contento, nel 1982 ha fondato Plum Village, comunità di monaci e laici nei pressi Bordeaux, in Francia. Qui conduce ritiri per persone di ogni estrazione sociale: reduci americani della guerra nel Vietnam, parlamentari statunitensi, psicoterapeuti, artisti, attivisti ambientalisti e, soprattutto, praticanti israeliani e palestinesi. Quest’anno, nell’ambito della sua visita in Italia, ha voluto scegliere Napoli come seconda città da visitare, dopo Roma, affinché il suo messaggio di pace e rinnovamento fosse portato là dove con maggiore sofferenza si manifestano le contraddizioni e le ferite dell’intera società italiana e per testimoniare, con la sua presenza, che le potenzialità di guarigione, comprensione e amore sono in ognuno di noi. Un’occasione, forse irripetibile, da non perdere. (per info info@thayinitalia.it tel. 081 5527106)

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