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Somma Vesuviana, quale dei cinque candidati sindaco l’ha spuntata nel confronto diretto?

sabato 18 maggio 2013


Somma Vesuviana. Chi l’ha spuntata nell’incontro tra i candidati sindaco Paola Raia, Raffaele Allocca, Lorenzo Metodio, Pasquale Piccolo e Giuseppe Auriemma svoltosi ieri nell’atrio di Palazzo Torino? Questa è la domanda che si stanno ponendo in molti il giorno dopo in città. L’evento, non privo di tensioni (ad un certo punto un giovane dal pubblico ha interrotto i lavori, manifestando tutto il suo disagio perché senza lavoro e con uno sfratto esecutivo sul collo n.d.r.), è stato organizzato dalle associazioni degli “Amici del Buon Vivere” e da Civis e moderato da Raffaele Esposito, di fronte al pubblico delle migliori occasioni. Messi da parte i presagi di pioggia che per tutto il giorno hanno aleggiato sulla cittadina sommese, i cinque candidati si sono confrontati sulle quattro domande (che spaziavano dalla vocazione economica futura di Somma agli interventi per migliorare il rapporto tra “la macchina amministrativa ed i cittadini”; dagli strumenti per arginare l’esodo dell’imprenditoria autoctona e fino alla composizione dell’esecutivo n.d.r.) raccolte dagli organizzatori tra gli utenti del famoso social network facebook. Nonostante che la serata fosse cominciata sotto il segno dei buoni propositi, con la presentazione delle t-shirt di Telethon e con l’adozione dello slogan “antagonisti in politica, ma uniti per la solidarietà” scelto dagli organizzatori, il proseguo è stato piuttosto scoppiettante e non privo di tensioni con Allocca e Metodio sugli scudi. Il sindaco uscente fin dal primo istante non ha risparmiato la Raia ed Auriemma dagli attacchi che nelle ultime settimane sta portando sui palchi dei suoi comizi. Quello che forse non aveva messo nel conto Allocca erano i fischi e le contestazioni da parte del pubblico presente all’incontro al quale, ad un certo punto, ha lanciato perfino un “vergognatevi” quando ha rumoreggiato sulla questione dell’assunzione dei suoi familiari. Dopo la solidarietà ai lavoratori della Dema e della Vlf il primo cittadino si è subito scagliato contro l’Udc: “Il capolista dell’Udc (riferito a Vincenzo Piccolo n.d.r.) ha licenziato un proprio dipendente perché la moglie è candidata con me. Lo riassuma o si dimetta perché chi si candida a governare la città non può licenziare un operaio” ha attaccato il primo cittadino senza ricevere smentite dalla Raia che dell’Udc è il candidato sindaco. Poi il solito sciorinare di cose fatte in questi cinque anni dalla sua amministrazione, un canovaccio che da mesi l’ex fascia tricolore si trascina dietro (dalle opere pubbliche a “Rione Trieste liberata dalle mosche” grazie alla chiusura dell’allevamento di polli n.d.r..). E il sindaco uscente ha confermato anche lo schema di attacchi ai suoi competitors. A Giuseppe Auriemma ha ricordato che “ha nelle proprio liste i mercanti del tempio che per cacciare sono stato costretto a dimettermi”. Mentre a Paola Raia ha riservato il grosso delle “sue attenzioni”. Allocca ha tentato in tutti i modi di provocarla, mettendo in scena tutto il repertorio di questa sua particolarissima campagna elettorale. “Ci vogliono rubare la città”, “cosa avete fatto in questi anni in consiglio regionale”, “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare” è la sintesi degli ammonimenti del primo cittadino. Per contro la Raia non ha fatto una grinza, lasciando cadere nel vuoto le provocazioni del primo cittadino. Certo, il consigliere regionale non ha brillato né scaldato la folla anzi è sembrata piuttosto distante dal pubblico. Probabilmente la scelta di leggere le risposte, più che andare a braccio, è stata piuttosto improduttiva e questo le ha attirato le critiche di molti presenti. La Raia comunque ha inserito nel proprio programma, tra le altre cose, la fondazione “Somma sviluppo turistico” che si occupi del rilancio del territorio. Dove però Allocca ha trovato un muro è stato certamente con Lorenzo Metodio e Giuseppe Auriemma. Il primo ha battuto su “centri commerciali naturali, p.i.p, terrazzamenti gentili dei terreni agricoli, finanziamenti europei, incentivi all’imprenditoria femminile e giovanile, cultura, questione Geset (il giovane candidato sindaco ha proposto, dal 2016, anno della scadenza del contratto con la società che si occupa della riscossione delle tasse e dei tributi locali, una doppia aliquota che sostituisca l’attuale, ferma all’8,07% n.d.r.), sull’assenza negli ultimi anni di quote rosa in giunta e sull’inoperatività degli assessori”. E proprio sul punto Geset Metodio ha incassato l’apprezzamento del primo cittadino. “E’ vero- ha ammesso Allocca- il contratto va assolutamente rivisto”. Anche il secondo ha lanciato più di una stoccata all’attuale gestione del potere a Somma Vesuviana che andrebbe liberato “dagli interessi e dagli affari”. L’impressione però è che il candidato di Pd, Somma Attiva e Centro Democratico sia andato meglio nella terza e quarta domanda, quando è riuscito a rompere il ghiaccio e a mettere nero su bianco la sua ricetta economica per arginare l’esodo dell’imprenditoria autoctona mettendo mano al “p.u.c., fermo da oltre 30 anni al p.r.g. e al p.i.p”. Il medico psichiatra ha anche rilanciato sulla questione della zona rossa: “Il Comune di Somma Vesuviana rientra tra i 18, oggi 24, comuni della “zona rossa” e pertanto in piena zona a rischio vulcanico. Per quanto ci riguarda, quindi, noi potremmo al massimo, alla vocazione turistica prevista, aggiungere la parola “culturale”, forse anche “archeologica” e forzando un po’ “enogastronomica”. Pasquale Piccolo ha puntato sui “condoni edilizi, sulla vocazione agricola e turistica della città intervenendo sui bisogni reali ed immediati della gente”. L’ultima domanda presentata dalla stampa è stata quella relativa ad eventuali apparentamenti in ballottaggio. E qui non sono mancate sorprese. Per la Raia, Allocca e Piccolo la corsa sarà solitaria. Peppe Auriemma invece ha individuato Metodio come eventuale compagno di percorso, mentre lo stesso giovane candidato de La Città Cambia, pur non chiudendo la porta allo stesso candidato del Pd, ha comunque rinviato la decisione a dopo il primo turno, quando “sarà la gente a decidere”.

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