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Somma Vesuviana, quei nuovi marciapiedi di Rione Trieste pieni di insidie per i pedoni

lunedì 20 maggio 2013


Somma Vesuviana. Alla fine sono tra i maggiori protagonisti di questa poco brillante campagna elettorale. Non si parla ovviamente di candidati sindaco o al consiglio. E nemmeno degli slogan piuttosto scialbi di certi protagonisti della competizione che il 26 e 27 maggio prossimi cambieranno volto al governo cittadino. Qui si parla dei famigerati marciapiedi di Rione Trieste che si contendono, con le mosche da cui ci ha liberato il sindaco Raffaele Allocca, la palma di argomento più discusso tra i leader e i sostenitori politici cittadini. In sintesi il sindaco Allocca, nei suoi comizi “copiaeincolla”, li cita sempre, come passo di civiltà fatto avanti dal quartiere sommese. Lorenzo Metodio prima e Pasquale Piccolo successivamente hanno morso le caviglie al sindaco facendogli notare che in realtà quei marciapiedi sono stati fatti male. Chi avrà ragione? Il primo cittadino, che a Rione Trieste sta costruendo il suo core business elettorale, o gli altri due che prendono spunto dalle lamentele di cittadini ed internauti per attaccare Allocca? Abbiamo fatto una prova. Ci siamo armati di mamma, passeggino e pargolo e con una macchina fotografica abbiamo percorso via Pigno. Ebbene, senza ombra di dubbio abbiamo notato che, purtroppo, quei marciapiedi sono stati fatti non male, ma malissimo. Questo perché non rispettano uno dei princìpi cardini della gestione della cosa pubblica: quelli di essere accessibili a tutti. Sì perché a dispetto del restiling quei marciapiedi difettano di essere una vera e propria barriera architettonica. Insormontabile per una mamma col carrozzino, immaginarsi per un soggetto su carrozzella che per superare il palo della luce posto tra il muro di cinta delle case ed i paletti antiparcheggio deve scendere (saltando?) dal marciapiede, fare un tratto di strada tra le auto e risalire. Naturalmente il genio della progettazione che ha lavorato all’opera non solo ha lasciato il palo in mezzo all’angusto spazio, ma ha anche omesso di posizionare rampe per poter permettere una discesa adeguata a chi volesse aggirare l’ostacolo. Insomma un pastrocchio obbrobrioso senza capo né coda pagato con i soldi dei contribuenti del quale, si può essere certi, ne sentiremo spesso parlare.

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