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Primarie centrosinistra, sul web ancora veleni tra i due competitors. Cimmino: "Tentato di escludere il Pd dalla competizione elettorale".

martedì 21 maggio 2013, di Patrizia Panico


POLLENA TROCCHIA. Prosegue la polemica a distanza tra Francesco Addato e Aldo Maione, i due partecipanti alle primarie, che avrebbero dovuto indicare il candidato sindaco della coalizione di centrosinistra in vista delle elezioni del 26 e 27 prossimi.

Polemica scoppiata all’indomani delle primarie,quando il vincitore Addato ha posto il veto alla candidatura di Maione, veto che ha portato alla spaccatura del centrosinistra e alla presentazione di due liste: una capeggiata da Addato e sostenuto da Sel e movimenti civici, l’altra con a capo Maione e l’appoggio del Pd e Rifondazione comunista. Nonostante sia trascorso più di un mese dalle primarie i due continuano a punzecchiarsi cercando di pescare voti dal bacino dell’altro.

Qualche giorno fa sul profilo fb di Addato è apparsa la propria versione sui motivi che hanno portato alla spaccatura con il Pd, in particolare, il candidato accusa i Democrat di aver “scelto di venir meno agli impegni presi e candidare a Sindaco il candidato uscito sconfitto dalle primarie invece di appoggiare il candidato uscito vincente così come scritto nel regolamento delle primarie”.

Addato motiva la scelta di correre da solo perché “Se non si ha la dignità di rispettare gli accordi presi sicuramente non si può pretendere di avere la fiducia che si sarebbe rispettato un programma comune, nè pretendere di avere la fiducia dei cittadini”.

A difendere la dignità di Maione è sceso in campo il segretario provinciale del Pd, Luigi Cimmino.
“Il Pd non può esimersi dallo stigmatizzare il comportamento degli ex alleati e di quanti hanno tentato di escludere dalla competizione il maggior partito del centrosinistra.
In realtà - spiega Cimmino - all’esito delle primarie il Partito si è posto al servizio della coalizione per costruire una lista unita e forte, ma ha ricevuto una incomprensibile, inammissibile e ingiustificata chiusura alla candidatura dei suoi candidati più rappresentativi e in particolare del candidato Maione determinando anche la contrarietà di Rifondazione comunista e altri gruppi che avevano appoggiato alle primarie Addato.

E’ stato posto in essere un puerile tentativo di emarginare dalla vita amministrativa il candidato del Pd alle primarie, svilendo le regole di democrazia e di leale collaborazione.
Tentativo - conclude Cimmino - che il Partito democratico ha respinto rimanendo costretto a formare, con le altre forze di Centrosinistra, una lista capeggiata da Aldo Maione, aperta alla società civile”.

di Patrizia Panico

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