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La notte dei “Fujenti Tammorrari” da Tonino Esposito detto O’ Stocco

martedì 25 marzo 2008


BRUSCIANO. Il lunedì del pellegrinaggio dei fujenti alla Madonna dell’Arco presso il Santuario di Santa’Anastasia è parte integrante di un culto che risale al 1450. Deposti i ceri, concluso lo sciamare in file di bianco immacolato, assolto l’obbligo penitenziale, prostrato ai piedi dell’edicola sacra per domanda di grazia, espresso il ringraziamento per l’accoglimento dell’ex voto, il popolo dell’entroterra napoletana devoto della Madonna dell’Arco ritorna alle proprie case, stanco e felice, ma senza più attardarsi in massa nei campi con canti e tammurriate come si faceva una volta. Il sociologo Antonio Castaldo osserva che “Nell’antichità era il culto per Demetra, dea della vegetazione e delle messi, a richiamare folle di festanti con balli, canti e tammorre. Di epoca latina erano le “Cerealie”, feste per la dea Cerere, che nel mese di aprile di ogni anno davano sfogo ai ringraziamenti, ai riti propiziatori ed alle energie ricreative del mondo dei contadini. Nella nostra attualità sono i pellegrinaggi presso i santuari mariani in Campania a canalizzare nel solco della cristianità cattolica quelle antiche energie”. Da circa un decennio, a cavallo fra il XX ed il XXI secolo d. C., si tiene un happening di rivisitazione delle tammurriate in un fazzoletto di terra, attrezzato come un’antica fattoria, compreso fra Mariglianella e Brusciano in provincia di Napoli. Il fondatore di questo evento socioculturale è un personaggio di Pomigliano d’Arco, continuatore degli antichi cantori e raro esempio di generosità umana, per tutti Tonino Esposito detto O’ Stocco, che offre libera ospitalità, dal pomeriggio a notte inoltrata, a quanti gli fanno visita in questa speciale giornata. Quest’anno abbiamo incontrato Marcello Colasurdo, Antonio O’ Lione da Scafati, gruppi di Giugliano, Zi Mimì O’ Mannese da Brusciano, signore gigantesche da Scafati, sedute come Demetra presso il focolare, entnomusicologi, danzatori, cantanti e schiere di giovanissimi accorsi a riscoprire le antiche origini della cultura popolare con il conforto di vino, pizza, pane e companatico. Oltre alle provincie della Campania erano presenti anche ospiti provenienti da varie parti del Meridione d’Italia.

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