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Attraverso il giglio del beccaio San Paolino nell’arte presepiale

La bandiera del Beccaio ha ricevuto la benedizione papale in Vaticano, la sintesi del suo pensiero: nel cartiglio la scritta "Nola città della Fede" .

mercoledì 12 giugno 2013


Fervono a Nola i preparativi per la prossima Festa dei Gigli che quest’anno prevede maggiore attenzione
al significato autentico della tradizione. In particolare, la Corporazione del Giglio del Beccaio, rappresentata dalle famiglie Grilletto e Napolitano, è impegnata a restituire alla Festa il suo carattere genuino, nel segno della chiarezza, della tradizione e del ritorno ai valori. Non a caso, a sostenere i numerosi eventi "a latere", saranno persone ed Enti di specchiata moralità e intransigenza come il Coordinamento Regionale della Confederazione delle Confraternite delle Diocesi d’Italia. Inoltre, don Luigi Merola è il curatore del "progetto legalità" ed Assistente Spirituale del Giglio.

La bandiera del Beccaio ha ricevuto la benedizione papale in Vaticano, la sintesi del suo pensiero: nel cartiglio la scritta "Nola città della Fede" che onora le celebrazioni in corso per l’"anno della Fede", accanto al pastorale le parole " bontà e carità" e a tutto sfondo l’immagine del venerato S. Paolino che, come nell’ iconografia classica, regge una campana. E’ proprio il suggestivo simbolo della Campana sarà il fil rouge che legherà insieme le manifestazioni paoline. Il vescovo Paolino, che è definito impropriamente quale inventore delle campane, è tuttavia ad esse legato tanto da essere assunto a "protettore dei campanari". Da qui, da parte del Comitato , la selezione di ospiti, studiosi ed artisti legati a questo "bronzo sonante" che, nel passato, era chiamato "Nola".

Tra essi ha risposto con entusiasmo e passione anche la fine artista napoletana Franca Patriarca, esponente della prestigiosa Sede di Napoli dell’Associazione Italiana Amici del Presepio che ha voluto partecipare attivamente con un contributo personale.

Fedele al tema dell’ anno, Patriarca ha realizzato numerose, piccole sculture modellate in creta intorno alla sagoma di una campana. Si tratta delbusto di S. Paolino ripreso con fantasia dal logo della Corporazione e realizzato con sorprendente accuratezza e abbondanza di delicatissimi particolari che lo contornano, come il cartiglio, il giglio, il pastorale, un puttino e, naturalmente, una piccola, deliziosa campana.

I piccoli busti in terracotta recano inciso l’anno, il nome e il motto della Corporazione.
I rappresentanti delle famiglie Grilletto e Napolitano consegneranno, nel corso delle manifestazioni
in calendario, queste opere originali plasmate a mano e rifinite singolarmente, alle più alte autorità ecclesiastiche e civili ospiti a Nola nei giorni della Festa del Santo Patrono.
In sintesi la Campana di San Paolino è una terracotta plasmata a mano. Trattasi di un opera a numero limitato dell’artista Franca Patriarca, maestra d’arte presepiale, creata in esclusiva per la Corporazione
del Giglio del Beccaio 2013.
Inoltre l’ Associazione Comunitaria Rerum Novarum curerà l’allestimento della Mostra Fotografica LA FESTA DEI GIGLI: IL PRESENTE ANTICO DELLA FEDE NOLANA, presentata dalla Corporazione Giglio del Beccaio e patrocinata dalla stessa Associazione Comunitaria Rerum Novarum animata da Paolo Scudieri, dall’associazione Sorgente Educativa creata da Antonio del Monaco, e dalla Fondazione ONLUS ‘A voce d’ e’ creature di Don Luigi Merola.

La Mostra si svolgerà nel suo percorso fotografico, illustrato da un corredo didascalico fornito su un libretto ai visitatori, all’interno della sede della Corporazione Giglio dell’Ortolano in Via san Paolino in Nola dal 16 al 21 giugno.

All’ideazione dell’evento da parte di Paolo Scudieri si è affiancato l’indispensabile archivio fotografico dell’Avv. Raffaele Grilletto, la scrittura della Guida alla mostra da parte del Prof. di Lettere Ennio Aloja, già autore del libro su San Paolino dal titolo L’esemplare figura di San Paolino tra storia e leggenda e il Giglio del Beccaio, l’impaginazione di Ferdinando Muscariello, e l’allestimento della mostra da parte di Francesco Improta, piccolo imprenditore napoletano di carpenteria in ferro.

Saranno presenti nella stessa sede alcuni rappresentanti dell’artigianato artistico napoletano con esempi pregevoli della loro produzione.

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