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Fiengo, toto assessori: un posto anche all’escluso Esposito. Fuori per 6 voti, in attesa della sentenza del Tar.

sabato 15 giugno 2013, di Patrizia Panico


CERCOLA. C’è attesa per la proclamazione ufficiale del primo cittadino, Vincenzo Fiengo, del Centro Democratico, eletto al secondo turno lo scorso 10 giugno.

La commissione elettorale centrale presieduta dal magistrato Enrico Campoli del tribunale di Nola, non ha ancora terminato i controlli dei verbali del turno di ballottaggio.

La data potrebbe essere lunedì 24 giugno e nella stessa occasione la commissione potrebbe proclamare anche il nuovo consiglio comunale. Intanto nelle sedi locali dei partiti della coalizione di Fiengo, già all’indomani delle elezioni, sono iniziate le riunioni per dare seguito agli accordi preliminari fatti prima delle elezioni. La coalizione, insomma, batte cassa per i nomi dei cinque assessori che affiancheranno Fiengo.

Il sindaco dal canto ha un bel fare nel valutare le diverse indicazioni che gli giungono dai rappresentanti dei cinque partiti che lo hanno appoggiato e in particolare da Cd, Movimento democratico e Pse. Sel con un solo eletto non potrà vantare troppe pretese, mentre resta in dubbio un premio ai Verdi, unico partito della coalizione rimasto fuori dal Consiglio.

Per gli assessorati non si esclude la possibilità di attingere a figure esterne alle liste, e, in tal caso entrerebbe a pieno titolo Luigi Di Dato, Psi, all’ex sindaco di Cercola probabile anche l’incarico di vicesindaco.

Grandi aspettative per i quattro eletti del Movimento Democratico: a loro oltre ad un assessorato potrebbe anche andare la presidenza del consiglio comunale. Fino a qui le richieste della coalizione. Nelle ultime ore potrebbero ancora spuntare nomination dai partiti esclusi al primo turno.

Tra i più accreditati c’è il Pdl: diverse indiscrezioni vorrebbero il candidato Giorgio Esposito, fuori per sei voti, alla presidenza del Consiglio o a capo dell’assessorato ai Lavori pubblici.

Esposito si dice fuori da questi accordi e attende la decisione del Tar Campania che si pronuncerà a novembre in merito al ricorso presentato il 6 giugno per chiedere l’annullamento delle elezioni previa verifica di conformità di risultato.

A spingere Esposito sulle vie legali, l’alto numero di schede risultate nulle durante lo scrutinio e numerose anomalie denunciate alle forze dell’ordine e alla procura di Nola nei giorni delle consultazioni.

di Patrizia Panico de Il Mattino area sud - costiera

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