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Successo a Torre del Greco per l’iniziativa “Gusto della Cultura”

mercoledì 19 giugno 2013

L’incantevole ristorante Villa Federico, in via Marsiglia, 19 a Torre del Greco, con la sua sala principale, il suo look semplice, ma allo stesso tempo armonioso, i suoi comfort a iniziare dagli spazi fra i tavoli, il tutto accompagnato da un sistema d’illuminazione gradevole, ha ospitato uno degli incontri del ciclo Il gusto della cultura promosso dall’associazione culturale Prometeo di Torre del Greco, presieduta dal giornalista Francesco Manca, ideatore del format culturale. A condurre l’incontro con i numerosi ospiti del mondo della cultura, arte, musica, sport, spettacolo, enogastronomia, mass media e rappresentanze estere, è stato Francesco Manca, accompagnato dalla figlia Alessandra che, dopo avere illustrato le finalità del sodalizio torrese, è passato a presentare l’elemento trainante dell’incontro: Massimo Piccolo, giovane scrittore e di Pomigliano d’Arco, con la presentazione del suo volume “90 passi nella gastronomia napoletana”. All’incontro, organizzato per scoprire dall’autore pizzerie, trattorie e osterie da non perdere per conoscere davvero Napoli (e spendere pochissimo) con la prefazione di Mimmo Liguoro, per la Neapolis Alma è intervenuta anche Agnese Palumbo, autrice dei libri “101 storie su Napoli che non ti hanno mai raccontato” (c’è un’altra città nella città...) con un attivo di oltre 10.000 copie vendute e “101 Donne che hanno fatto grande Napoli”.
All’incontro, che non ha voluto essere una conferenza o una solita presentazione unilaterale, ma una piacevole chiacchierata, si è parlato di cibo e turismo con l’intervento del giornalista enogastronomico Giuseppe De Girolamo, che oltre ad essere un Timoniere d’Oro del Turismo italiano nel mondo, riveste anche l’incarico di Prefetto per la Campania dell’Accademia Italiana di Gastronomia Storica.
Stimolato da Manca a chiarire gli aspetti e le finalità del libro, Massimo Piccolo autore del libro ha informato, nei dettagli, la sua passione che l’ha visto da giornalista, collaboratore de il Corriere della Sera e Fandango, oltre che autore-regista per la Rai, a vivere e scoprire Napoli in prima persona, per descrivere una reale visione di quanto vissuto nella propria città partenopea. Un libro che è la narrazione di una cultura, di una città che si racconta nel suo momento più intimo e vulnerabile, a tavola. “Che la nostra storia potesse stare più comoda in una “maddalena” piuttosto che in una foto di famiglia – scrive Massimo Piccolo - è cosa più che nota. Ogni piatto è un mondo, un crocevia, una stazione. La cultura, la storia, la geografia, la scienza, il lavoro, l’ingegno, la fame si mescolano in ogni singolo piatto con storie che ognuno si porta dentro. Un pezzo di brioche e una cioccolata calda e sono a Rue de la Pie, una forchettata di pasta alla genovese e torno a Napoli. L’odore delle polpette al sugo e sono a casa. Un pezzetto di mostacciolo ed è Natale. Un bicchiere di latte, un omelette alla marmellata e mia madre ha di nuovo quarant’anni …”
E’ stato scoprire quante persone erano veramente interessate a un discorso di tradizioni culinarie, riportando alla luce alcune pietanze di una terra storica per aver dato al mondo attraverso la sua cucina, i sapori delle eccellenze gastronomiche che la Campania Felix possiede, in particolare, Napoli e il suo hinterland.
Dopo aver parlato di cibo e di buon cibo e delle finalità della Prometeo, associazione culturale al suo 19° anno di vita, le iniziative del sodalizio torrese proseguiranno, come ha ricordato Manca, con un prossimo incontro venerdì 5 luglio, dedicato alla canzone napoletana con l’omaggio a uno dei più grandi maestri della canzone partenopea Sergio Bruni e a ottobre con il Festival della Cultura Europea, evento giunto alla sua undicesima edizione. “Le iniziative promosse dalla Prometeo, ha dichiarato Manca, hanno la finalità di diffondere sempre di più la cultura del nostro territorio anche all’estero, in un’ Europa sempre più interessata a questi aspetti del “Gusto della Cultura”, perché “la Cultura rappresenta la nostra “Vera Industria”; il volano della nostra economia per la ripresa dell’Italia in un momento di grandi difficoltà”. “La Prometeo – ha proseguito Francesco Manca – intende valorizzare il territorio vesuviano a soci e simpatizzanti anche attraverso IL GUSTO DELLA CULTURA, titolo assegnato a un ciclo di incontri con l’autore che punta al rilancio del CONVIVIO come momento di promozione della lettura e al contempo della socializzazione, attraverso la riscoperta dei piatti e prodotti tipici della nostra regione all’insegna del piacere del palato e della serenità”
Dalle “parole” si è poi passati a gustare la succulenta cena preparata dal giovane chef del ristorante dei Fratelli Federico, Francesco Federico, figlio di Mimmo, socio dell’associazione Prometeo.
Lo chef Francesco, nella realizzazione di prelibati piatti della tradizione culinaria napoletana, ha saputo miscelare i sentori, il gusto e i sapori delle qualità eccellenti della pasta messa a disposizione dal pastificio artigianale Leonessa di Cercola che, accompagnata dai particolarmente buoni vini dell’azienda vinicola Fiore Romano di Ottaviano alle falde de Vesuvio, hanno fatto da preludio alla degustazione dei famosi dolci offerti dalla pasticceria artigianale Mennella di Torre del Greco.
Fra i numerosi ospiti presenti citiamo Teresa Cerciello, presidente dell’associazione Onlus di volontariato Arcobaleno di Somma Vesuviana; in rappresentanza anche del professore Andrea Amatucci, console onorario d’Ungheria in Napoli per la Campania e la Calabria, impedito per alti impegni, Judith Jàmbor, presidente dell’associazione culturale Maria d’Ungheria Regina di Napoli, intervenuta insieme al fratello Laslo Gyorgy dirigente di importanti club di calcio come l’Aiax, il Monaco e attualmente dirigente della squadra turca Kasimpasa di Istambul, accompagnato dalla moglie Zsuzsanna Kovacs Jambor, già ginnasta della squadra nazionale d’Ungheria; il Cavaliere Giuseppe Di Napoli, past president campano dell’Associazione Maîtres Italiani Ristoranti ed Alberghi e la sociologa Lilly Carità.

Cinzia Loffredo

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