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Statue parlanti, un anno dopo. La denuncia di Rifiutarsi: "Emergenza ambientale, Amministrazione disinteressata".

mercoledì 19 giugno 2013, di Rifiutarsi

NOLA. L’anno scorso, in occasione della Festa dei Gigli, pensammo di mandare un piccolo messaggio alla cittadinanza. Per una volta avrebbero riacquistato la parola alcuni simboli della città di Nola. I messaggi, appoggiati con dei cartelli a delle statue, erano brevi e semplici.

Le statue avvertivano la cittadinanza della presenza sul nostro territorio di una vera e propria emergenza ambientale e sanitaria. Un’emergenza di cui l’attuale Amministrazione Comunale si disinteressa completamente.

I messaggi erano i seguenti:
- NOLA COME SEVESO perché il tipo di diossine presenti sul territorio nolano è uguale a quello ritrovato a Seveso dopo il grave incidente avvenuto il 10 luglio 1976 nell’azienda ICMESA. L’incidente provocò la fuoriuscita di una nube di diossina del tipo TCDD, una tra le sostanze tossiche più pericolose. E Nola non è certamente un centro industriale. In compenso, non ci facciamo mancare sversamenti illegali di rifiuti urbani, pericolosi e tossici e quotidiani roghi tossici.

- PIÙ DIOSSINA, PIÙ TU MUORI perché si continua ad ostacolare la creazione di un registro tumori locale, ma basta stare a contatto con le persone della zona per rendersi conto che i malati di tumore e cancro aumentano in maniera esponenziale. Bisogna debellare urgentemente il problema degli sversamenti di rifiuti e dei roghi tossici, prima di raggiungere il punto critico di non ritorno nel rapporto ambiente/salute umana.

- RIFIUTI ZERO perché è questa l’ultima speranza che ci rimane. L’ultima tappa di un lungo processo, che passa imprescindibilmente prima di tutto attraverso la risoluzione del problema rifiuti e roghi, è il riciclo totale. Il modello da adottare è quello del progetto “Rifiuti Zero” del comune di San Francisco. Sembrava un sogno, qualcosa di irrealizzabile. Ma dopo pochi anni a San Francisco si è arrivati a cifre incredibili: il 77% di rifiuti riciclati.

Quest’anno le statue di Nola non parleranno. Sono talmente nauseate da essere rimaste senza parole. Anzi, alcune se ne sono proprio andate. Questa volta, il disgusto per l’inerzia comunale era troppo anche per loro.


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