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Somma. "Il rinvio a giudizio getta ombre sull’Amministrazione", i commenti dell’opposizione

venerdì 21 giugno 2013, di Gabriella Bellini


Una notizia che in città era nell’aria da tempo si attendeva soltanto diventasse ufficiale, ecco allora che il rinvio a giudizio, per concussione in concorso, del figlio del sindaco Celeste Allocca e l’ex assessore, oggi eletto consigliere di maggioranza, Lello Angri ha destato pochi commenti. Poche parole si, ma non poca curiosità. Alla vigilia di una proclamazione degli eletti che stenta ad arrivare abbiamo chiesto alle forze politiche che costituiranno la futura minoranza a Palazzo Torino di esprimere un parere su quanto stabilito dal Gup del tribunale di Nola, che ha rinviato a giudizio Allocca jr e Angri fissando la prima udienza del processo per il 6 novembre prossimo davanti al Collegio C di Reggia Orsini. Un processo che parte dalla denuncia di Vincenzo ed Ernesto Sodano, due fratelli ed imprenditori edili sommesi che dal 2006 al 2009 avevano più volte lavorato per il Comune. I Sodano avevano raccontato ai carabinieri della Stazione di Somma Vesuviana (agli ordini del maresciallo Raimondo Semprevivo) di aver ottenuto degli appalti dall’Ente, anche in virtù dei rapporti politici tenuti con la giunta del sindaco Raffaele Allocca (Ernesto nel 2008 si era candidato nel Pdl proprio a sostegno del primo cittadino), ma che poi avanzavano pagamenti per circa 120 mila euro. Allora per mettere “a posto” questa situazione si erano impegnati proprio il giovane medico Celeste Allocca e l’assessore che poi avevano anche chiesto il 10% di ogni lavoro che per il futuro avrebbero avuto dalla pubblica amministrazione. Se dalla parte dei due neo imputati non arrivano comenti, i supporter su Facebook si sono prodigati a ricordare che “ci sono notizie più importanti di un rinvio a giudizio e che in Italia esiste il terzo grado di giudizio”. Garantista è anche l’opposizione. Da una parte quelli che chiamati in causa sull’argomento preferiscono per ora non rilasciare commenti, come Pdl, lista Aurora o Nuovo Psi che dice di attendere l’esito finale del processo per esprimersi. Diversa la posizione del centrosinistra che richiama l’attenzione sulla questione morale.
“E’ una vicenda giudiziaria”, afferma Giuseppe Auriemma, eletto come candidato sindaco di Pd, Centro Democratico e Somma Attiva, “che richiama l’interesse della politica della nostra città a valori etici imperniati sulla trasparenza e la partecipazione soprattutto per quanto concerne gli appalti pubblici. Spetterà ai giudici decidere sull’innocenza degli imputati, ma è chiaro che quanto accaduto macchia l’operato amministrativo della giunta di centrodestra. Chi governa deve fare della trasparenza negli atti amministrativi un punto fermo della propria attività”. Sulla stessa linea d’onda Giuseppe Cimmino, eletto nelle fila del Pd: “Sappiamo bene che il rinvio a giudizio non costituisce atto di condanna, tuttavia emergono gravi ombre sull’operato di alcuni amministratori comunali e del loro capo. Questa vicenda giudiziaria carica di maggiore responsabilità le forze dell’opposizione in ordine all’azione di controllo e vigilanza che la legge loro assegna”.
Gabriella Bellini
DA METROPOLIS DEL 19 GIUGNO

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