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La cultura della prevenzione quale strumento di solidarietà e di integrazione per gli immigrati extracomunitari

mercoledì 26 marzo 2008, di Mina Spadaro


NAPOLI. Siamo nel clou della settimana nazionale dedicata alla prevenzione oncologica, cominciata il 21 marzo e che continuerà fino al 30 marzo. Nell’ambito di questi sette giorni, il Comitato Regionale LILT Campania e la Sezione di Napoli della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori hanno organizzato, grazie ad un contributo del Centro Servizi Volontariato della provincia di Napoli, una tre giorni sul tema "La cultura della prevenzione: strumento di solidarietà e di integrazione per gli immigrati extracomunitari". La scelta del tema è derivata dal fatto che sono proprio gli extracomunitari a prestare meno attenzione alla prevenzione, sia per vari motivi contingenti, sia per effettivi problemi culturali e linguistici con cui devono confrontarsi ogni giorno. Tra l’altro, le associazioni di volontariato registrano un notevole aumento delle patologie legate all’ingresso privo di controllo sanitario di immigrati, diretta conseguenza della minore attenzione alla prevenzione oncologica nei paesi di origine degli immigrati rispetto agli standard europei. Se a ciò si aggiunge l’emarginazione degli extracomunitari, spesso avulsi dal contesto sociale, si determinano diagnosi tardive che necessitano di interventi sanitari costosi e molte volte inefficaci. Il convegno si svolgerà a Napoli il 27 marzo presso la sala dell’antico refettorio di Santa Maria la Nova ed il 28 e 29 marzo preso la Fondazione Mondragone, e vi prenderanno parte, oltre a numerosi esponenti delle associazioni e comunità degli stranieri, anche Maurizio Montella, Adolfo D’Errico Gallipoli, Giovanni Di Minno, Mario Luigi Santangelo, Aldo Vecchione, Antonio Gambacorta, Giulia Parente, Simona Creazzola. Nella giornata conclusiva del Convegno è previsto l’intervento di Mons. Pasquale Silvestri, direttore ufficio Diocesano Migrantes.

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